Odg-Fnsi a Mattarella: sconcertati sul caso Nuova

Flash mob nella sede dell'Ordine contro la perquisizione ordinata dal pm Garau Giulietti, presidente del sindacato: facciamo nostro lo slogan #indagatecitutti

SASSARI. Un flash mob di Ordine dei giornalisti e Fnsi: bocca e orecchie tappate per rappresentare il grave attacco alla libertà di stampa messo in atto dalla procura di Tempio nei confronti della redazione della Nuova Sardegna e in particolare della cronista di giudiziaria Tiziana Simula. Il consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e la Federazione nazionale della stampa hanno manifestato così lo sconcerto, la condanna e l’indignazione per quanto accaduto nella sede della Nuova di Olbia martedì pomeriggio. Gli stessi sentimenti sono stati messi nero su bianco nella lettera inviata al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al ministro della Giustizia Andrea Orlando e al procuratore generale presso la Corte d'appello di Cagliari Maria Gabriella Pintus. Nella lettera, hanno spiegato il presidente dell’Ordine Carlo Verna e il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso, si chiede «un immediato intervento anche ispettivo per accertare comportamenti fortemente lesivi dei primari diritti costituzionali e della libertà di stampa, principi costantemente ribaditi anche dalla Corte europea dei diritti dell'uomo». Nella lettera Ordine e Fnsi ricordano che "un magistrato della Procura di Tempio Pausania ha dato mandato alle forze dell'ordine di perquisire la redazione di Olbia della Nuova Sardegna e di eseguire una perquisizione personale, domiciliare e sul luogo del lavoro nei confronti della giornalista Tiziana Simula, “colpevole” solo di aver fatto il proprio lavoro, informando i cittadini su fatti che investono anche conflitti tra magistrati».

Il presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti in un pezzo pubblicato su Articolo 21 stigmatizza duramente l’accaduto e ricorda lo slogan provocatorio #indagatecitutti dell’assemblea dei redattori della Nuova Sardegna. Facciamolo nostro perché ci riguarda tutti», invita Giulietti, che ricorda che episodi simili a quello di Olbia «si erano già consumati ai danni di Marco Lillo del Fatto quotidiano, di Giampaolo Paolucci de La Stampa, di Nicola Borzi del Sole 24 ore, di Rosaria Federico de La Città di Salerno, di Giovanni Scarpa de la Provincia Pavese. Giornaliste e giornalisti impegnati a ricostruire storie di mafia, di camorra, di corruzione, di reati finanziari, di traffici abusivi di rifiuti. Tiziana Simula, cronista rigorosa e capace – scrive Giulietti – sta indagando sullo scontro in atto all’interno del Tribunale di Tempio, uno scontro percorso da veleni, da esposti incrociati, da inchieste ed ispezioni già in essere. Nell’ambito di tale inchiesta il quotidiano ha pubblicato parti del testo di un esposto presentato dall’ex presidente del tribunale nei confronti dell’ex procuratore e bene ha fatto a pubblicarlo perché notizia di evidente “rilevanza sociale”. A questo punto è scattata la perquisizione e l’iscrizione nel registro degli indagati sulla base dell’articolo 326 del Codice penale che punisce la rivelazione di segreti di ufficio da parte di un pubblico ufficiale. E chi sarebbe il pubblico ufficiale? – domanda il presidente Fnsi – la cronista? Diteci che si tratta di uno scherzo o intervenga d’urgenza il Consiglio Superiore della Magistratura. Perché la figura del giornalista “pubblico ufficiale” appartiene ai regimi».

Con Tiziana Simula, con la Nuova e in difesa della libertà di informazione anche il comitato di redazione del Tgr Sardegna: «I giornalisti e le giornaliste della sede Rai uniti ad Usigrai manifestano solidarietà alla collega Tiziana Simula e ai colleghi della Nuova Sardegna. Ci uniamo alla preoccupazione dell’Ordine dei giornalisti, della Federazione nazionale della stampa e dell’Associazione della Stampa sarda nel
biasimare questo episodio che minaccia la libertà di informazione. Siamo pronti a sostenere le iniziative di protesta e di sostegno che gli organismi di categoria vorranno intraprendere a tutela dei colleghi, nel rispetto della legge e delle norme deontologiche della nostra professione».

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