Migranti, l’isola pronta alle emergenze

Spanu presenta il Piano di accoglienza: raddoppiati i centri Sprar. Il Cpr di Macomer aprirà a fine anno

CAGLIARI. Nove mesi di tregua, nell’arrivo di migranti, sono serviti eccome alla Regione, per farsi trovare pronta se, com’è possibile, l’emergenza si ripresentasse dall’inizio dell’estate in poi. È da giugno che nei porti sardi, Cagliari soprattutto, non attraccano più le navi dell’operazione Frontex, con a bordo i migranti soccorsi nel Mediterraneo e sempre a quel periodo risale l’ultimo barchino di clandestini, intercettato sulla rotta Algeria spiagge del Sulcis. «Ora siamo ancora più pronti a gestire le quasi cinquemila persone che già ospitiamo e vogliamo far di tutto perché si integrino, e anche gli eventuali prossimi flussi non programmati», ha detto l’assessore regionale Filippo Spanu, nel presentare il Piano di accoglienza 2018. Per poi ricordare che in Sardegna la capienza massima prevista, in base alla tabella nazionale, è intorno ai seimila profughi e quindi «siamo al di sotto del tetto e in una situazione di sicurezza»

La prima novità. È raddoppiato il numero dei centri coinvolti nel Sistema di protezione per i richiedenti asilo e i rifugiati, la sigla è Sprar, I centri accreditati sono ora 17 per 400 posti di cui 300 subito disponibili. Cinque sono nel Cagliaritano (Uta, Villasimius, Quartu, Capoterra, Cagliari), uno nel Medio Campidano a San Gavino, uno a Iglesias, cinque nel Sassarese (Alghero, Porto Torres, Bonorva, Santa Teresa di Gallura, Sassari), tre nel Nuorese (Austis, Nuoro e Unione dei Comuni del Marghine) e a Tresnuraghes. Mentre quelli di Aglientu, Austis e Bonorva sono riservati ai minori non accompagnati. «Dunque le attività di accoglienza di secondo livello cominciano a decollare – ha detto l'assessore – e, in questi mesi, dopo il dialogo stretto che abbiamo avuto con i Comuni, c’è stata la giusta accelerata proprio perché non eravamo sotto emergenza». Ai 300 accolti negli Sprar si aggiungono i 4.146 richiedenti protezione internazionale nei 143 Centri di accoglienza straordinaria, sigla Cas. Questi migranti sono stati distribuiti così sul territorio: 1.812 in provincia di Cagliari, 1.577 a Sassari, 454 a Nuoro e gli altri 303 nell'Oristanese. La novità, ha spiegato Spanu, è che «i progetti per l'integrazione dei migranti porterà concrete opportunità di lavoro ai sardi: tantissimi operatori sono pronti a lavorare all’interno della rete che abbiamo organizzato». Complessivamente saranno coinvolti 1.200 giovani sardi tra psicologi, mediatori culturali, assistenti sociali e amministrativi. «Anche questo passo decisivo - ha ricordato Spanu – è stato possibile grazie ai 70 milioni di euro che sono arrivati alla Regione soprattutto dall’Unione Europea e tutti necessari perché regga il sistema». Soprattutto anche sotto l’aspetto dell’ordine pubblico: «È indispensabile che i sardi non vedano nei migranti un pericolo. Per questo è forte l’impegno della Regione anche per una campagna sociale a favore dell’integrazione soprattutto nei Comuni dove di recente ci sono stati episodi d’intolleranza. La sicurezza d’ora in poi non dovrà essere solo virtuale, ma proprio percepita dai cittadini».

La seconda novità. Il Centro permanente per i rimpatri di Macomer, la sigla è Cpr, con un capienza dagli 80 ai 100 posti, sarà aperto tra sei-otto mesi. Dopo l’accordo firmato con il Viminale, è confermato che ospiterà solo i migranti clandestini in arrivo dall'Algeria. «È un canale che continua a preoccuparci, anche se non deve destare allarme - ha sottolineato l’assessore - ma vorremmo bloccarlo e ci stiamo provando attraverso i canali diplomatici e diversi progetti di cooperazione». Tutte le procedure per l’apertura del Cpr – ha detto Spanu – sono state avviate la settimana scorsa, con la prima riunione del Comitato che dovrà organizzare e gestire il centro di Macomer sia per la sicurezza ma anche sotto l’aspetto umanitario».

La terza novità. È il sito ufficiale della Regione dedicato all’accoglienza dei migranti. Per ora in italiano, ma presto sarà tradotta anche in inglese, francese e arabo, la piattaforma online sarà un vero e proprio canale di comunicazione di «tutto quanto la Regione ha realizzato e realizzerà per fra fronte ai flussi», ha detto Spanu. L’indirizzo web è www.regione.sardegna.it/flussimigratorinonprogrammati/.
«È e sarà il nostro strumento – ha aggiunto – d’informazione e orientamento destinato a chiunque sia interessato al tema dell'accoglienza, con una sezione speciale dedicata all’integrazione, perché questo è il nostro vero e grande obiettivo».

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