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In miniera torna il sorriso 13 operai assunti dall’Igea

Intesa tra la Regione e i sindacati: i contratti saranno a tempo determinato Per gli altri 15 prevista la ricollocazione in progetti comunali del Sassarese

CAGLIARI. Boccata d’ossigeno per i lavoratori della miniera di Olmedo, specie per quelli che da settimane erano rimasti completamente senza reddito (dopo la scadenza degli ammortizzatori sociali). Ieri sera negli uffici della Regione è stato sottoscritto l’accordo tra gli assessorati all’Industria e al Lavoro e i sindacati sul futuro dei 28 minatori. L’intesa prevede l’assunzione a tempo determinato di 13 lavoratori da parte dell’Igea, partecipata della Regione (fino al 5 dicembre 2018). Per gli altri 15 che via via usciranno dalla mobilità, è prevista invece la collocazione nei progetti di pubblica utilità attivati dai Comuni del territorio (Olmedo, Sassari, Alghero, Putifigari, Villanova Monteleone e Tissi) nell’ambito dei programmai per l’occupazione “LavoRas”.

L’incontro convocato dall’assessora regionale all’Industria Maria Grazia Piras si è svolto in un clima abbastanza sereno e la conclusione ha rispettato gli obiettivi che erano stati indicati anche dalle organizzazioni sindacali.

«È un passo avanti in una vertenza particolarmente complessa – ha detto Gianfranco Murtinu, segretario generale della Filctem-Cgil di Sassari – e l’impegno era quello di garantire un reddito ai lavoratori rimasti senza copertura. Ora la vertenza prosegue per uscire definitivamente dall’emergenza e per questo guardiamo al nuovo bando per l’affidamento della miniera a un nuovo gestore».

I lavoratori assunti a tempo determinato dall’Igea saranno impiegati negli interventi per la messa in sicurezza del giacimento di bauxite che risulta parzialmente allagato e dove anche i macchinari sono a rischio. Le operazioni di bonifica e manutenzione delle gallerie sono particolarmente urgenti, e occorrerà agire subito. In un paio di settimane le operazioni di ricollocazione dei lavoratori dovrebbero essere concluse.

«Auspico che i lavoratori in occupazione – ha detto ieri l’assessora all’Industria Maria Grazia Piras – alla luce degli accordi raggiunti, lascino al più presto la miniera».

Questa mattina i minatori si riuniranno in assemblea alle 11, alla presenza dei rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. È prevista l’illustrazione dell’accordo sottoscritto con la Regione ed è molto probabile che il passo successivo sia quello di interrompere l’occupazione a -80 metri nel cunicolo ma di proseguire con una assemblea permanente nel sito della miniera fino a quando tutte le operazioni burocratiche non saranno concluse.

Lo sguardo è già rivolto anche all’opportunità che potrebbe arrivare dal nuovo bando. L’assessora regionale all’Industria Maria Grazia Piras ha promesso un impegno continuo per accelerare - per quanto possibile - i tempi per la pubblicazione del nuovo bando per l’affidamento della miniera e un nuovo potenziale gestore. Una iniziativa dall’esito per niente scontato, visto come sono andate le cose finora. E considerate anche le condizioni del giacimento, con l’innalzamento continuo del livello dell’acqua che sta invadendo i sotterranei.

La speranza è che possa presentarsi sulla scena una società credibile e che davvero possa trovare le condizioni per un rilancio dell’unico giacimento di bauxite attivo in Italia. Al momento si tratta solo di una speranza, perché le criticità superano di gran lunga i punti
positivi. E allora l’attenzione si sposta sul ruolo dei Comuni, nella capacità di creare occupazione nei lavori di pubblica utilità. C’è un po’ di respiro fino al 5 dicembre, ma non si dovrà attendere l’ultimo giorno per costruire progetti per il futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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