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Alghero si candida all'Unesco come città creativa

La Riviera del Corallo ci riprova e punta sull’artigianato. A Parigi il sindaco Bruno guida la delegazione, a supporto il trombettista Fresu

INVIATA A PARIGI. Alghero ce l’ha messa tutta per fare una bella figura con l’Unesco e dar peso alla sua candidatura a “creative city” per l’artigianato artistico del corallo. La musica di Paolo Fresu and friends, l’incomparabile bellezza dell’oro rosso, il gusto genuino e raffinato insieme dei suoi prodotti alimentari. A Parigi, nella sede generale dell’organizzazione, la delegazione guidata dal sindaco Mario Bruno e dai dirigenti della Fondazione, ha deliziato occhi, orecchie e palato insieme. Mettendo un’ipoteca sul brand Unesco per il 2019 perché la volontà di Alghero- ha detto il sindaco - è quella di allargare la sua offerta: «Non solo turismo balneare, ci proponiamo come città della cultura, della creatività, della musica, della gastronomia con appuntamenti di rilevanza internazionale, tra cui la prima di Jazz Alghero che vedrà nella giornata internazionale del jazz bandita dall’Unesco la nostra città e la Sardegna presenti con concerti anche a Barumini, sito mondiale, al parco dell’Asinara e a quello della Maddalena».

Con il supporto di Paolo Fresu, grande artista, presidente della Federazione dei giovani musicisti jazz italiani, oltre che ambasciatore dei giovani Unesco e amico innamorato di Alghero, la strada è in discesa. In un viaggio sonoro accompagnato da Salvatore Maltana, Francesco Bearzatti e Federico Casagrande ha accompagnato nella visione dei luoghi Unesco più belli della Sardegna e dell’Italia. Poco prima nella grande sala con vista sulla Torre Eiffel, erano scorse sullo schermo le immagini di Alghero.

Da parte sua l’ambasciatrice italiana per l’Unesco, Vincenza Lomonaco, ha presentato Alghero, raccontandone brevemente la storia di antica enclave catalana in Sardegna, le sue aspirazioni e potenzialità nella richiesta di essere iscritta nella lista delle “creative cintura”, dando un assist ad Alghero.

La delegazione capeggiata dal sindaco Bruno in questi giorni ha avuto modo anche di incontrare alti funzionari Unesco, tra cui Alessandro Balsamo, responsabile del processo di iscrizione nella lista del patrimonio mondiale materiale che conosce bene l’isola e che ne apprezza le coste ed è rimasto particolarmente colpito dal sito minerario dell’Argentiera: «Il marchio, diciamo così, che la nostra organizzazione attribuisce, rappresenta non soltanto un riconoscimento ai beni che lo ottengono – ha detto Balsamo – ma obbliga i Paesi a tutelarli e conservarli. Ed è questa la vera sfida, preservare ambiente e patrimonio storico, perché altrimenti non avrebbe senso ottenere un riconoscimento mondiale e poi non preservarlo per le generazioni future».

Alla serata nella sede generale è intervenuto anche Jenc Seiti, direttore della sezione Commissioni nazionali e società civile Unesco che ha esposto il progetto della giornata internazionale del jazz che coinvolgerà oltre venti città italiane.

E tra gli ospiti c’era anche il governatore del Veneto, Luca Zaia, che nei prossimi giorni presenterà un progetto di tutela del prosecco. Zaia ha detto che la sua regione ha in comune con la Sardegna la passione per il jazz. Il concerto di Paolo Fresu ha chiuso tra gli applausi e con un bis la serata.

A tutti gli invitati dal Comune di Alghero ha donato un cornetto in corallo legato a un cordino di seta rossa sarda come portafortuna. E chissà che non porti fortuna anche a chi lo ha regalato.

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