Dispersione scolastica in calo in Sardegna, ma non basta

Il 18,1 per cento dei sardi abbandona gli studi: lontano il traguardo del 10 per cento imposto dall’Ue

SASSARI. È uno dei risultati di cui la giunta regionale guidata da Francesco Pigliaru è più orgogliosa: la dispersione scolastica in Sardegna è calata. La percentuale di ragazzi che hanno abbandonato gli studi prima di conseguire un titolo o una abilitazione è scesa dal 23,5% del 2014 al 18,1% del 2016. Merito, secondo il governatore, soprattutto degli investimenti nell’ambito del progetto Iscol@. Il dato è confortante anche se l’isola è ancora lontana dal traguardo del 10% imposto dall’Unione europea.

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Ma il balzo in avanti compiuto dalla Sardegna a partire dai primi anni 2000 è sorprendente. Il dato è stato analizzato da Sseo, SardinianObservatory.org: lo studio dimostra che la percentuale di ragazzi che hanno abbandonato gli studi dopo la terza media è diminuita di 14 punti percentuali fra il 2000 e il 2016, passando dal 32% al 18%. Si tratta di una delle diminuzioni più significative nel contesto italiano, preceduta solo dal Veneto (da 23% a 7%), dal Piemonte (da 25% a 10%) e dalla Toscana (da 26% a 12%). Lo rivelano gli ultimi dati Eurostat sulla frequenza scolastica nei paesi europei (Early Leaving from Education and Training) riferiti alla percentuale dei giovani tra i 18 e i 24 anni che hanno abbandonato precocemente la scuola, non conseguendo il diploma di scuola superiore né qualifiche professionali. Purtroppo – spiegano gli esperti di Sseo – non è tutto oro quel che luccica: la percentuale di ragazzi che hanno lasciato gli studi dopo la terza media in Sardegna è la seconda più alta in Italia, dopo quella registrata in Sicilia (24%).

In Italia, nel 2016 la percentuale di giovani tra i 18 e i 24 che aveva abbandonato la scuola dopo le medie è stata del 14%. Anche in questo caso si rileva un miglioramento rispetto al 2000, quando a non proseguire gli studi era il 25% dei giovani. A livello regionale, il divario fra Nord e Sud resta accentuato nonostante i complessivi miglioramenti. Nel Sud, infatti, il 17% dei giovani tra i 18 e i 24 anni non ha proseguito gli studi dopo la terza media, mentre la percentuale si assesta sul 9% nel Nord Est e sul 12 % nel Nord Ovest. Il dato sardo è superiore di circa 8 punti percentuali rispetto alla media europea, che si assesta ora sul 10,7%. Un consistente recupero rispetto ai 16 punti percentuali di differenza del 2006. Da notare le persistenti differenze rispetto ad altre realtà insulari europee, in particolare Creta, che ha visto il suo tasso di abbandono diminuire in 10 anni dal 22.9% al 9%, riuscendo persino a scendere sotto la media europea.
 

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