Menzioni anche per i “bio” e per il coraggio delle nuove imprese

Se fosse un medagliere olimpico, la Sardegna sarebbe tornata a casa con due medaglie d’oro, una d’argento e una menzione del Cio per l’incredibile qualità della prestazione offerta da uno dei...

Se fosse un medagliere olimpico, la Sardegna sarebbe tornata a casa con due medaglie d’oro, una d’argento e una menzione del Cio per l’incredibile qualità della prestazione offerta da uno dei partecipanti oltre al riconoscimento del coraggio dimostrato in una particolare disciplina. L’Ercole Olivario è più o meno questo: una sorta di olimpiade dell’olio ristretta alla produzioni italiane, che in linea di massima sono le migliori al mondo. E tra i migliori occupa un posto particolare proprio la Sardegna, dominatrice delle categorie “fruttato leggero” e “fruttato medio”. La prima ha visto la vittoria del prodotto presentato dal Nuovo Oleificio di Sandro Chisu di Orosei che con l’extravergine “Vantu Bio” ha superato tutti garantendosi il primato. Al secondo posto si è piazzata un’altra produzione sarda, quella dell’Azienda Oleificio Sociale di Seneghe che ha portato a casa la medaglia d’argento grazie alla bontà dell’extravergine “Senolio”.

Successo anche nel “fruttato medio”. Questa volta è stata la produzione dell’Azienda Olivicoltori di
Oliena a sbaragliare la concorrenza con l’extravergine Ilio. Per le aziende sarde sono arrivate anche due menzioni particolari: la prima, per l’olio biologico, al Nuovo oleificio di Sandro Chisu e la seconda, per il “coraggio di fare nuove imprese agricole”, agli Olivicoltori Oliena.


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