cagliari 

Anziana uccisa da farmaco Un medico indagato per colpa

CAGLIARI. Ricoverata lo scorso 4 aprile alla casa di cura San Salvatore per una broncopolmonite, una donna di 76 anni affetta dal morbo di Alzheimer è morta l’8 aprile, dopo che le è stata...

CAGLIARI. Ricoverata lo scorso 4 aprile alla casa di cura San Salvatore per una broncopolmonite, una donna di 76 anni affetta dal morbo di Alzheimer è morta l’8 aprile, dopo che le è stata somministrata una flebo del farmaco Gelofusine, al quale era allergica. I familiari si sono rivolti alla Procura con l’assistenza dello studio 3A e adesso la vicenda è al centro di un’indagine su ipotesi di omicidio colposo aperta dal pm Maria Virginia Boi. Fino a questo momento c’è un solo indagato: è il medico Turan Huseynov, che seguiva la paziente. Tre giorni fa i consulenti medico-legali della Procura Antonio Oliva e Vincenzo Arena hanno eseguito l’autopsia sul corpo dell’anziana, dall’esito dell’accertamento dipenderà probabilmente l’evoluzione dell’inchiesta giudiziaria.

I fatti sono chiari: ricoverata al Policlinico il 24 marzo, la donna era stata successivamente trasferita alla clinica privata per proseguire la terapia. Era lucida, le sue condizioni di salute non apparivano critiche e secondo i familiari non aveva sofferto in precedenza di patologie che mettessero a rischio la sua vita. Fino al giorno in cui, ricoverata alla casa di cura, le è stata praticata una flebo di Gelofusine: quando la figlia se n’è accorta la paziente aveva assorbito metà della sacca, ha dato l’allarme ma ormai era tardi. Staccata la flebo, la paziente non ha più dato segni di ripresa e si è spenta. L’allergia della donna a quel tipo di farmaco - secondo i familiari, che si sono rivolti a un consulente, Michele Bandinu - era stata comunicata ai medici e risultava chiaramente nella cartella clinica compilata al momento del ricovero in clinica. Il sospetto, finora non confermato da accertamenti scientifici, è che sia stato quel farmaco a provocare il decesso della donna.

La Procura ha disposto il sequestro della documentazione e ha incaricato i consulenti di stabilire quale sia la causa della morte.

La direzione della casa di cura San Salvatore respinge ogni accusa con una nota all’Ansa: «Con riferimento alle notizie emerse, la struttura respinge fermamente le accuse che le sono state rivolte. Per la Clinica San Salvatore la salute e la sicurezza dei propri pazienti e ospiti
sono priorità assolute e non negoziabili - si legge ancora nella nota - la struttura ha già fornito tutti i materiali e le informazioni necessarie alle autorità competenti e si è messa fin da subito a loro piena disposizione per una completa ricostruzione di quanto accaduto». (m.l)

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