Su questo sito utilizziamo cookie tecnici e, previo tuo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti, per proporti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più o prestare il consenso solo ad alcuni utilizzi clicca qui

Protezione civile Sardegna più sicura con il super radar

A Bono sul Monte Rasu inaugurato lo strumento tecnologico Spano: sarà strategico per affrontare le calamità naturali

INVIATO A BONO. Un menhir ultratecnologico immerso in un bosco di lecci, roverelle, castagni e tassi domina l’isola da quota 1260 metri e la protegge dalla sempre più frequenti pazzie del meteo. Il nuovo super radar del Sistema regionale della Protezione civile è una divinità silenziosa alla quale la Sardegna affida le sue speranze di non dover rivivere i momenti più bui delle tragedie legate alle alluvioni che hanno colpito mortalmente negli ultimi anni. Svetta sulla punta più alta di Monte Rasu, nel territorio di Bono: da lassù si vede mezza isola, dai monti del Nuorese all’alta valle del Tirso, sino all’altopiano di Campeda.

È stato inaugurato ieri mattina nella vicina Foresta Burgos, nella sala convegni di Conzas, struttura gestita dall’agenzia regionale Forestas. Insieme all’assessora regionale all’ambiente Donatella Spano, sono intervenuti il capo del dipartimento nazionale della Protezione civile, Angelo Borrelli e il direttore regionale Graziano Nudda, il direttore del dipartimento meteo dell’Arpas, Giuseppe Bianco, oltre ai sindaci del territorio e a diverse autorità militari.

D’altronde l’occasione era importante: si tratta di un investimento di circa 2 milioni di euro, strategico nella fase di monitoraggio e sorveglianza degli eventi meteorologici in situazioni di crisi conclamata. Alto 30 metri, lo strumento, basato sulle previsioni meteorologiche realizzate sulla modellistica, è parte fondamentale del sistema di allerta. «Con questo nuovo sistema – ha detto la Spano – siamo in grado di dare indirizzi precisi alle forze di Protezione civile in campo. La Sardegna ha da oggi un radar meteorologico di ultima generazione, la più avanzata in Italia, e di grande importanza per il monitoraggio in caso di rischio idraulico o idrogeologico per precipitazioni intense. La difesa della vita umana è il nostro vero investimento. Passo dopo passo, in questi anni abbiamo rafforzato tutto il Sistema di protezione civile innovando senza sosta, rafforzando i legami con i sindaci, i territori e la cittadinanza, portando la cultura dell’autoprotezione nelle piazze e nelle scuole anche grazie al contributo del volontariato. Lo abbiamo fatto anche cercando soluzioni innovative e ad alto contenuto tecnologico perché siamo convinti che la prevenzione sia la prima risposta per tenere al sicuro le popolazioni».

«Il concetto di progettare e realizzare la prevenzione è fondamentale – ha detto il capo della Prociv, Borrelli –, ed è frutto delle tragedie che hanno colpito il nostro Paese e che hanno spinto a un cambiamento nella gestione delle emergenze. Questo radar è una scelta importante per l'aumento di sicurezza dei nostri territori, che unito alla sinergia della comunità scientifica, struttura operativa fondamentale del sistema nazionale di protezione civile, è un esempio di come si possa passare dalle parole ai fatti». Borrelli ricorda che, quando si parla di meteo, si fa riferimento a previsioni che per quanto precise possono essere soggette a correzioni dell’ultim’ora: «Questo radar consente di monitorare la situazione in nowcasting, ovvero praticamente in tempo reale. E conferma la Sardegna all’avanguardia nel sistema di previsione e monitoraggio nazionale. Passi avanti sono stati compiuti anche nel controllo degli incendi».

Il nuovo strumento rafforza l’efficienza della rete tra i radar della Sardegna, della Corsica e della Toscana, nata nel 2016 dall’accordo sottoscritto per costruire il “Composito”, il sistema transfrontaliero Italia-Francia Marittimo (la Mosaïque in francese). Ne fanno parte tre postazioni sarde: Monte Armidda (Prociv nazionale), Monte Rasu (Arpas) e Capo Caccia (Aeronautica militare); due in Corsica, ad Aleria e (in costruzione) Ajaccio. E una in Toscana sull’Isola d’Elba, del Consorzio Lamma. Una rete che tiene sotto controllo il Tirreno e consente la lettura di dati incrociati in diretta, consentendo a chi opera sul campo di prendere quelle decisioni che possono risultate determinanti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA