Cannonau e vermentino In gara 97 cantine sarde

Al via domani la 52esima edizione della rassegna di Verona: si chiude il 18 aprile L’assessore Caria: «Un settore in forte crescita che va sostenuto ancora di più» 

SASSARI. Sono 97 le aziende vitivinicole sarde che rappresenteranno l’isola alla 52esima edizione di Vinitaly che aprirà i battenti domani, a Verona. Settantadue cantine saranno ospitate nello stand della Regione – nel padiglione 8 della fiera – mentre altre 25 si presentano in maniera autonoma.

Anche quest’anno l’assessorato dell’Agricoltura, in collaborazione con Laore e Agris, ha organizzato dibattiti, presentazioni e degustazioni aperte al pubblico. Non solo vino, quindi, ma anche convegni per raccontare la Sardegna e la sua tradizione gastronomica.

Si comincia domani, alle 10.30, con la presentazione del concorso enologico “Wine and Sardinia”. Poi, alle 11.30, l’appuntamento “Carne al coltello e vini sardi”, con una selezione di vini abbinati a tartare di carne di razza sarda. Si continua nel pomeriggio con il concorso enologico nazionale “Vermentino 2017” e la premiazione delle cantine.

Lunedì 16 si parte alle 10 con “Vinitaly Incoming”, un incontro con le delegazioni estere a cura dell’assessorato dell’Agricoltura. Poi alle 11.30 un convegno sulla “Sardegna dei Territori: Il vermentino della Gallura, di Usini, di Serdiana e di Alghero”, con una tavola rotonda alla quale partecipano Giancarlo Gariglio (Slow Wine), Giuseppe Carrus (Gambero Rosso) e Pier Paolo Fiori (Agris Sardegna). A seguire una degustazione guidata di quattro vini accompagnati da prodotti della tradizione. Alle 16.30 protagonista assoluto il Sulcis con un incontro sul carignano di Sant’Antioco, Calasetta, Santadi e Giba. Martedì 17 si continua con un incontro dedicato al moscato di Tempio, della Marmilla, di Cagliari e di Sorso-Sennori. Sempre martedì, alle 14, ci sarà la premiazione del concorso internazionale “Grenache du Monde” con degustazione dei vini della Sardegna e dei prodotti tipici. Si continua alle 16 con un incontro organizzato da Laore sul cannonau di Oliena, della Barbagia, di Jerzu e Mamoiada.

La rassegna si conclude mercoledì 18 con un convegno sul bovale di Mogoro, del Mandrolisai, della Marmilla e di Dorgali.

Ancora una volta, quindi, la Sardegna è grande protagonista del Vinitaly, la più importante fiera vitivinicola del mondo. In mostra, e in gara, i vitigni più conosciuti dell’isola, come il cannonau, il carignano e il vermentino, ma anche quelli meno noti, espressione delle identità locali come la vernaccia, il bovale, il nuragus, la malvasia, il moscato e il cagnulari. Una ricchezza di vitigni che si esprime nell’ampia gamma dei vini: dagli spumanti ai bianchi, dai rosati ai rossi giovani, fino ai vini dolci passiti e liquorosi.

In Sardegna le viti e la vinificazione sono espressione delle civiltà e delle culture che si sono succedute nei secoli. Oltre che di un patrimonio ambientale unico. Tutto questo fa sì che la Sardegna negli ultimi anni stia conquistando sempre più quote di mercato, sia in Italia che all’estero. Una crescita dovuta soprattutto all’impegno di numerose cooperative e piccole e medie imprese private che operano con tecnologie all’avanguardia, anche grazie agli incentivi messi a disposizione dalla Regione. Attualmente il comparto enologico sardo annovera 15 indicazioni geografiche tipiche e 18 denominazioni d’origine tra cui una DOCG: il vermentino
di Gallura.

Soddisfatto l’assessore all’Agricoltura, Pier Luigi Caria. «Abbiamo ancora tanto da fare per far crescere questo comparto di eccellenza. Anche in Sardegna ci sono grandi nomi e grandi vini. Dobbiamo solo raccontarli e gridarli più forte fuori dalla nostra isola».

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