L’appello di Landini: prima le bonifiche poi la riconversione

L’ex segretario della Fiom ospite di un convegno dell’Aiea «Questo territorio sia riconosciuto area di crisi complessa»

OTTANA. Ripartire dalle bonifiche. Fare sì che Ottana diventi un sito di interesse nazionale per poter rimediare agli errori, spesso madornali, del passato, e risanare un territorio ferito da un’industria che ha calpestato l’ambiente e, in più di un caso, la salute di chi lo abitava. E poi avviare un processo di riconversione, industriale o non, magari partendo dallo sviluppo del settore manifatturiero così da sfruttare le infrastrutture presenti, dare impulso all’agroalimentare. Ma prima di tutto le bonifiche.

Lo dice a chiare lettere Maurizio Landini, figura di punta della Cgil nazionale, ieri a Ottana per il convegno dell’Aiea. L’ex leader della Fiom ora cura il settore ambiente nel maggior sindacato nazionale, in attesa di un congresso nazionale che, fra poco meno di un mese, potrebbe eleggerlo segretario al posto di Susanna Camusso, anche se proprio a Ottana Landini ha smentito la propria candidatura, almeno per il momento.

Ma che futuro ha l’industria nella Sardegna centrale per l’ex leader dei metalmeccanici? «Il risanamento di Ottana deve diventare un problema di interesse nazionale, in cui il Comune e la Regione devono fare la loro parte. Credo però che qui, ma più in generale in Sardegna e sul piano nazionale, ci sia il problema degli investitori, mi riferisco a Eni e ai grandi gruppi. La chimica? È ancora possibile, dopo aver attuato comunque le bonifiche, o contestualmente ad esse, ma occorre farlo alla luce delle evoluzioni tecnologiche, e guardando a una intera filiera che deve essere prima di tutto regionale. Per questo – ha proseguito Landini – noi chiediamo con forza che Ottana venga riconosciuta al più presto come Area di crisi complessa, ma allo stesso tempo che qui venga riconosciuto un sito di interesse nazionale per le attività di bonifica. È necessario non solo perché questo garantisce la copertura degli ammortizzatori sociali, ma perché vuol dire che le imprese che hanno inquinato devono contribuire al risanamento. Poi occorre ragionare di politiche industriali, sia all’interno della Sardegna sia sul piano nazionale, ed è un ruolo che spetta al Governo. È un passo doveroso altrimenti non si va da nessuna parte».

Bonifiche e inserimento nell’elenco dei siti d’interesse nazionale sono le parole d’ordine anche per Franco Saba, sindaco di Ottana, insieme con l’avvio di iniziative che offrano nuove occasioni di lavoro. Occasioni che si potrebbero creare in tempi rapidi soprattutto con l’avvio delle bonifiche del territorio. «Sinora non ci siamo riusciti», dice Saba, che lo scorso anno emanò un’ordinanza in cui obbligava le aziende responsabili dell’inquinamento a provvedere immediatamente. «Montefibre si è rivolto al Tar perché contesta non solo il risanamento, ma addirittura la pulizia dell’area industriale su cui sorgevano gli stabilimenti». In un
gioco impari tra le forze in campo, intanto, Saba ha messo sul tappeto le sue dimissioni e quelle dell’intero consiglio comunale. Se ne riparlerà venerdì prossimo, il 20 aprile, quando a Ottana si riuniranno i sindaci di mezza Sardegna per esprimergli solidarietà. (p.me.)



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