La Sardegna superstar al Vinitaly con il motto: "Uniti si vince"

Le cantine sarde fanno incetta di premi. L'assessore Caria: "In crescita sui mercati Usa, sudamericani e asiatici"

VERONA. In alto i calici, uniti si vince. Forse manca qualcosa per brindare al successo, ma i vini sardi confermano la luna di miele con il Vinitaly, il più famoso appuntamento mondiale dedicato al settore e giunto alla 52esima edizione. Sono 97 le aziende vitivinicole sarde che rappresentano l’isola fino a mercoledì e la parola d’ordine, ancora una volta, è “fare sistema”.

Uniti per provare a battere una concorrenza pletorica e agguerritissima sui mercati internazionali, saper superare interessi di bottega per coltivare qualità e business. Una tendenza iniziata qualche anno fa e consolidata oggi, visto che quest’anno 72 cantine vengono ospitate negli spazi espositivi della Regione, oltre 1700 metri quadrati allestiti nel Padiglione 8, mentre altre 25 hanno stand autonomi.  Un piccolo esercito che conquista premi e veicola eccellenza del gusto. La Sardegna.

«Ancora una volta il Vinitaly offre un’opportunità unica per presentare i nostri vini al mondo e la parola d’ordine che ho usato in apertura di manifestazione è condivisione – spiega Pierluigi Caria, assessore regionale all’Agricoltura –. L’unione dei produttori fa la differenza, soprattutto sui mercati internazionali. Abbiamo dati che confermano la crescita dei vini sardi sul mercato statunitense, quello asiatico e del Sud

America. Non basta un anno per raggiungere questi obiettivi, serve uno scatto culturale».

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