Pd-Pds, il caso Ottana infiamma il dibattito

Cucca a Maninchedda: «Il centrosinistra resti unito sulle zone interne, no a strumentalizzazioni»

SASSARI. È uno dei temi - insieme alla sanità - al centro del dibattito politico: le zone interne, la grande crisi provocata dalla fine dell’industria e dallo spopolamento che avanza. E Ottana – con le fabbriche chiuse e gli operai licenziati o in cassa integrazione – è diventato il Comune simbolo di una parte della Sardegna che soffre più di altre. Sulle zone interne il Partito dei Sardi – che ha accentuato le sue posizioni già critiche nei confronti della maggioranza in consiglio regionale – chiede azioni concrete: «È una priorità», ha ribadito più volte in questi giorni il segretario Pds Paolo Maninchedda. Che per venerdì 20 a Ottana ha convocato – all'albergo ristorante «Funtana 'e donne» sulla statale 131 – il direttivo del partito: un evento al quale hanno annunciato l’adesione la Cisl regionale e numerosi sindaci dell’isola – almeno una ventina – dalla Barbagia al Marghine, dalla Gallura al Campidano. Un appuntamento per rispondere al grido d'allarme lanciato nei giorni scorsi dal sindaco di Ottana, Franco Saba, che ha minacciato le dimissioni sue e dell'intera Giunta in assenza di risposte per il territorio da parte della Regione. Ma, come sottolinea Maninchedda, non è più un evento solo del Partito dei sardi, perché «ha aderito mezza Sardegna, da Fluminimaggiore a Luogosanto. E l’Anci ha convocato l’assemblea dei sindaci per il 19, a ridosso di questa pacifica rivolta civile, e mette al terzo punto la rivolta di Ottana proprio perché è stata convocata un’assemblea di popolo per il 20». A Maninchedda risponde il segretario del Pd Giuseppe Luigi Cucca: «La crisi della Sardegna centrale è un problema che investe tutta la classe politica e tutti i livelli istituzionali, in particolare la Regione che già da tempo si sta interessando alla risoluzione delle vertenze aperte. Dire che la politica si è disinteressata di Ottana e dell'intero polo industriale è scorretto verso i cittadini e gli stessi lavoratori, e ingeneroso nei confronti di chi da anni si è battuto per trovare le soluzioni, scontrandosi con una crisi economica dalle proporzioni inimmaginabili, con le rigidità del sistema e, da ultimo, con i nuovi vincoli normativi». Cucca va avanti senza risparmiare frecciate al Pds: «Il centrosinistra e tutta la politica facciano uno sforzo comune per intraprendere le strade percorribili, senza alimentare ulteriori divisioni e strumentalizzare la situazione per finalità elettorali . C'è la piena disponibilità da parte del Pd a disegnare il percorso di rilancio dell'economia della Sardegna centrale insieme agli alleati in Regione, ma si deve partire da un livello di chiarezza e di onestà, raccontando ai lavoratori e alla popolazione quali strumenti concretamente
sono attivabili e quali no, stante il nuovo quadro normativo, che ha imposto il taglio degli ammortizzatori sociali, e le difficoltà – conclude il segretario Cucca – legate al scarsa competitività e attrattività del territorio che hanno di fatto impedito il riavvio delle produzioni».

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