Scritte vietate, Bruno Bellomonte nei guai

Indipendentista denunciato: imbrattava un muro a Surigheddu, vicino ad Alghero

ALGHERO. Pennello e vernice bianca e una scritta a caratteri cubitali tracciata su uno dei vecchi muri della tenuta Surigheddu e Mamuntans di Alghero. “Sa terra a su populu sardu”, un atto dimostrativo non certo da nascondere (per questo messo in atto in pieno giorno) per contestare la scelta della Regione di mettere in vendita i terreni per i quali da parecchi anni esiste una forte contrapposizione. Un gesto che è costata la denuncia a tre persone (due con lo stesso nome, Mario Sanna) tra cui Bruno Bellomonte, figura nota in Sardegna per le sue battaglie indipendentiste, ex ferroviere finito in carcere per 29 mesi accusato di fare parte delle nuove Brigate Rosse e poi assolto dalla Cassazione con formula ampia “perché il fatto non sussiste”.

I tre sono stati sorpresi dagli agenti del commissariato di polizia di Alghero - che ogni giorno effettuano un servizio di vigilanza nel compendio di Surigheddu e Mamuntanas (dove si sono verificati nel corso degli anni fatti anche gravi) - e per loro è scattata una denuncia in stato di libertà per l’imbrattamento del muro.

Un gesto di contestazione quello che ha visto tra i protagonisti anche Bruno Bellomonte che - si intuisce - è stato compiuto alla luce del sole, quindi senza la preoccupazione di essere visti e identificati. Sotto la scritta che giganteggia sul vecchio muro di cinta non c’era ancora alcuna sigla, e non è escluso che la rivendicazione sarebbe rimasta senza firma. Una affermazione chiara, però, per tutelare quello che viene indicato come “un diritto del popolo sardo” a lavorare in quelle terre che da troppo tempo sono oggetto di forti contrasti.

Proprio agli inizi di marzo del 2018, la giunta regionale - su proposta del presidente Francesco Pigliaru - ha autorizzato gli accordi transitivi con gli attuali occupanti delle aziende agricole (in territorio comunale di Alghero) per la concessione in affitto dei terreni della durata massima di 20 anni. L’assessore degli Enti Locali Cristiano Erriu ha sottolineato che «le ricadute positive della transazione saranno
quelle di valorizzare l’intero compendio. Il procedimento di vendita consentirà inoltre di evitare il deprezzamento collegato alla parziale occupazione dei terreni da parte di terzi e i conseguenti riflessi negativi sulla determinazione della base d’asta della gara pubblica».



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