Al casting la carica dei 500

In fila biondi e magri, bambini e famiglie intere. I tatuaggi ben nascosti

OLBIA. La sveglia è suonata alle 5 in punto. Una doccia veloce e poi subito al volante. La sua strategia era questa: bruciare tutti sul tempo. Roberto Grassitelli, 30 anni, olbiese, al casting per la serie tv di George Clooney si è presentato prima di tutti. Prima ancora della produzione. «Sono arrivato alle 5 e mezza, ma mi sono reso conto di aver esagerato – confessa il giovane olbiese, che lavora nella gastronomia di famiglia –. Infatti qui non c’era un’anima viva. Così sono andato a prendere un caffè in aeroporto e a fare una passeggiata al porticciolo. Quando poi sono tornato, invece, c’era già il mondo. E non erano neanche le nove». Barba nera e tatuaggi ben nascosti sotto le maniche della maglietta, Roberto Grassitelli è uno dei tanti che hanno deciso di mettersi in fila davanti al Reef studios di Olbia per tentare la strada della comparsa. «È vero, non sono biondo e ho dei tatuaggi, anche se non si vedono – dice –. Ma è comunque meglio provarci, perché non si sa mai». È questa la filosofia di chi non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione di comparire in una serie diretta da George Clooney. I numeri sono importanti. Dalle 9 alle 18 di ieri, giorno lavorativo e con le scuole aperte, si sono presentati in 500. La produzione cerca soprattutto persone con la carnagione e i capelli tendenti al chiaro. E poi infermieri, medici, meccanici, giocatori di softair e componenti di bande musicali. Al bando i tatuati Ma al casting si è presentato davvero chiunque, tra chiome nere, vigili urbani, impiegati, cantanti ed estetiste. Tutti uniti dal sogno di comparire almeno in una scena di «Comma 22», la serie ambientata durante la seconda guerra mondiale che Clooney girerà da maggio a luglio all’aeroporto di Venafiorita, nella periferia olbiese. Nulla di complicato, comunque. Il casting funziona così: un paio di foto, qualche informazione su taglia e mestiere e poi via, avanti il prossimo.

Comparse fisse. In fila, documenti e codice Iban alla mano, c’è gente che non si è mai persa un casting. Persone che si lanciano in occasione di ogni provino. Michela Addis, capelli rossi e occhi chiari, è una vigilessa e lavora ad Aglientu. E visto che la serie parla di guerra, ha un asso nella manica: sa sparare. «A parte questo, comunque, sono qui perché mi diverto – spiega –. Ho fatto una parte in un film di Jerry Calà e in un altro di Marco Pollini. Sono appassionata di cinema e lavorare con Clooney sarebbe il massimo». Con lei c’è Loredana Ricciu, olbiese. Anche lei è ospite fissa dei provini: «I casting li faccio da sempre, non me ne perdo uno. Ho recitato per Paolo Zucca e adesso sogno di vedere come lavora una produzione americana così importante».

Infermieri e soldati. Sembrano due turisti americani o irlandesi. Invece uno viene da Enas (frazione di Loiri) e l’altro da Olbia. Sono chiarissimi, di capelli e di carnagione. «Ci hanno fotografato e ci hanno fatto togliere la maglietta, per vedere se avevamo dei tatuaggi – dice Mauro Mancini, 22 anni –. Sono infermiere, mi sono laureato a novembre. Spero che questo possa giocare a mio favore, visto che stanno cercando infermieri». Lo stesso discorso lo fa l’amico, Marino Bognolo: «Io ho 24 anni e lavoro da un anno come infermiere. Ma è possibile anche che ci prendano come militari. In fondo abbiamo tutte le caratteristiche». Anche Sara Gabelli è infermiera. «Adesso non lavoro, sto aspettando l’apertura dell’ospedale Mater Olbia – dice la donna, che ha fatto il provino insieme al compagno Roberto Bottindari –. Quindi ci provo, non sarebbe mica male lavorare con Clooney».

Le famiglie. E poi ci sono le famiglie. I Dettori, olbiesi, si sono presentati in tre. Innanzitutto Melissa, 23 anni, poi Michele, di 16, e il piccolo Nicolas, di 7, tutti tendenti al chiaro. «Io amo il cinema – racconta Melissa –. E guardo tantissime serie tv. Quindi ho deciso di provare. Sarei anche disposta a tagliare i capelli o a diventare bionda». Gavino Bua e Sara Ladu hanno accompagnato la figlia di 6 anni. E visto che anche loro rispettavano i requisiti, sono stati subito trascinati dentro. «Ci hanno fatto provare tutti insieme. Fortunatamente avevamo fotocopiato i documenti».

La banda. Invece Franco Demontis, presidente della banda Mibelli di Olbia, non è arrivato per fare il casting. «Sono troppo grande, ma sono venuto qui per prendere dei contatti – dice –. Sappiamo che cercano dei componenti di bande musicali. E noi abbiamo tantissimi giovani pronti a recitare».

Meglio provare. Poi ci sono due amiche di Olbia: Alessia Sotgiu, 18 anni, e Federica Peralda, di 16. Una canta e l’altra balla. «Siamo abituate al palcoscenico – raccontano –. E siamo qui per provare, per noi sarebbe una grandissima esperienza». Subito dopo arrivano Paola Piero e Maria Antonietta Ruzzu, impiegate, e Sara Mannu, estetista. Mai recitato. «Ma il bello è anche questo – spiegano –. Non capita mica tutti i
giorni di avere George Clooney che gira una serie tv in città». Infine Giulio Murrighile, capelli nerissimi ma fisico da militare: «Faccio il geometra e le uniche volte che ho recitato è stato in occasione delle recite di Natale. Ma chissà, magari riuscirò a farmi una foto con Clooney».

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