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La zia: è solo una vittima Il sindaco: no comment

Posada. L’accusa di assenteismo alla neo parlamentare grillina Bogo Deledda Lei pubblica i certificati medici su Facebook: ecco le prove, il resto sono calunnie

INVIATO A POSADA. «Vittoria? Voi non avete idea di quanto ha lavorato, ha studiato e si è impegnata in tutto, sin da quando era piccola. Se alla fine ha fatto quello che ha fatto, è andata in malattia, è solo perché era davvero stanca, non ce la faceva più: per 25 anni ha solo lavorato, in un settore, tra l’altro, molto difficile come i servizi sociali. Non è giusto tutto quello che dicono di lei, e le accuse che le hanno fatto in televisione». Zia Luigina Deledda, alle 12.20, apre il portone di casa, in via Verdi, un vicolo cieco del centro di Posada. Dall’interno della villetta rosa arrivano insistenti i profumi della cucina, mentre fuori, a pochi metri di distanza, la vita del paese scorre sonnolenta, interrotta soltanto dall’intenso abbaiare di un cane.

Ottantasette anni, una vita trascorsa tra casa e famiglia, zia Luigina, per la neo senatrice Cinque stelle, Vittoria Bogo Deledda, è stata più che un parente stretto, ma le ha fatto da mamma, visto che quella vera, purtroppo, era scomparsa quando i figli erano ancora piccoli. Non a caso è stato proprio a lei, alla parente anziana, che Vittoria Bogo Deledda ha dedicato la sua ultima visita prima di partire per l’avventura romana. Lo ha raccontato la stessa parlamentare su Facebook : “La prima cosa che faccio è recarmi da zia Luigina, pilastro di saggezza e forza, navicella familiare. Non parto senza la sua benedizione”. Sarà per questo che zia Luigina, a quella nipote impegnata in politica – finita alla ribalta delle cronache per la prolungata “malattia” e annessa assenza dal lavoro interrotta dalla candidatura recente con il movimento fondato da Beppe Grillo – vuole bene ed è pronta a difenderla da qualunque sospetto. «Vittoria ha solo studiato e lavorato – ripete, zia Luigina – ma si è sempre impegnata in tutto quello che ha fatto. Ma dopo 25 anni di lavoro, davvero non ce la faceva più: per quello si è assentata. Non è giusto che ora stia accadendo tutto questo. Ho visto in tv cosa dicono: è davvero ingiusto». Qualche ora dopo, e attraverso la sua pagina Facebook, sulla questione che la riguarda interviene anche la stessa senatrice Bogo Deledda pubblicando i documenti che, precisa, «dimostrano come tra la mia malattia, attestata da certificati e approfonditi controlli medici, e la mia candidatura non vi sia alcuna relazione». «Infatti – aggiunge – come evidenzia il certificato medico che allego datato il 28 dicembre 2017, il periodo di convalescenza, al termine di una lunga cura, sarebbe terminato il 2 febbraio 2018. La mia candidatura in Parlamento matura un mese dopo, il 29 gennaio 2018. Dunque, le due cose non sono connesse. Le date sono certificate dai documenti ufficiali. In seguito al mio rientro, come dimostra l’altro documento che pubblico, l’amministrazione presso cui ero impiegata mi ha posto in ferie dal 5 febbraio 2018, in attesa dell’esito della visita del medico del lavoro, che arriva il 26 febbraio 2018». Secondo la parlamentare, dunque, non solo la sua malattia è stata ampiamente certificata, ma gli stessi documenti e la scansione temporale degli eventi dimostrerebbero che tra la sua malattia e la decisione di candidarsi non vi sia una relazione sospetta. Certo è che al di là delle sue parole, al Comune di Budoni la vicenda della parlamentare appena entrata in commissione Lavoro, se la vorrebbero scrollare di dosso. «Lo dico spassionatamente – esordisce il sindaco, Giuseppe Porcheddu – questa vicenda tocca dati sensibili sui quali io non voglio e non posso entrare. Stiamo parlando della malattia di una dipendente del Comune. Dico solo che, purtroppo, quando c’è una malattia, l’unica ricetta è quella di curarsi. Dico anche che quando Vittoria Bogo Deledda è stata qui in servizio al Comune, ai Servizi sociali, per noi è stata una presenza preziosa. Tant’è che quando io mi sono insediato come sindaco, nel 2013, ho deciso di confermarla
in quel settore. Fin quando ha lavorato da noi, dunque, prima che prendesse la malattia, si è occupata di un settore molto delicato come quello dei servizi sociali e del turismo. E certo, la sua assenza, come quella di un dirigente o di un altro dipendente del Comune, ha pesato».

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