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Ganau: non dimenticate i valori della democrazia

Il presidente del Consiglio regionale ha incontrato i ragazzi delle scuole di Ozieri Ricordata la figura di Gavino Cherchi, partigiano di Ittireddu trucidato dai fascisti

OZIERI. «Siate cittadini consapevoli e non dimenticate le conquiste della democrazia dopo la Liberazione». Questo il messaggio che il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau ha voluto portare ai ragazzi delle scuole di Ozieri riuniti nel teatro Oriana Fallaci per le celebrazioni regionali della festa della Liberazione, organizzate con la collaborazione del comune di Ozieri, della sede locale dell’Anpi e degli istituti superiori cittadini. Ozieri è stata scelta quest’anno come sede dell’evento come riconoscimento per le sue attività di promozione dei valori della democrazia, e ha avuto l’onore di accogliere come ospite d’onore la senatrice Albertina Soliani, presidente dell’istituto Alcide Cervi, che in un toccante intervento ha sottolineato i tratti fondanti della Costituzione ma anche ricordato alcune figure eminenti della Resistenza come quella di Gavino Cherchi, insegnante di Ittireddu che divenne partigiano e fu trucidato dai fascisti. «Un nostro eroe e un vostro eroe» ha detto la senatrice, collegando le sue parole a quelle del presidente Ganau, che ha sottolineato l’importanza di «trasmettere ai giovani i valori fondanti della Repubblica per rendere più forte una democrazia nella quale diritti, libertà ed uguaglianza non possano mai essere messi in discussione». Il riferimento immediato è andato ai recenti fatti avvenuti a Ozieri, con la comparsa di scritte intimidatorie contro la presenza di migranti ma anche dell’invio ai sindaci di Ozieri e Tula di cartoline di critica dello stesso tenore. Episodi che hanno ricevuto parole di ferma condanna e ai quali è stata dedicata anche una manifestazione di protesta. «È stato bello vedervi così numerosi in quella piazza – ha detto Ganau – a sostegno degli amministratori e dei migranti ospitati qui. Abbiamo bisogno di esempi come questo, di una buona politica che sa assumersi la responsabilità di gestire problemi complessi di fronte ai quali nessuno può girarsi dall’altra parte». Nelle parole che il presidente ha rivolto ai ragazzi, ai docenti, alle autorità e al resto del pubblico presente, è risuonato l’invito a «restare umani, lo sforzo che dobbiamo compiere per costruire un altro mondo possibile che sia giusto e di pace». Da qui l’invito a essere cittadini consapevoli, ma anche a non abbandonare la speranza di riuscire a raggiungere i propri traguardi, partendo anche da quei valori democratici che sono il frutto delle lotte della Resistenza ma anche dal patrimonio della tradizione del popolo sardo: un popolo fiero e orgoglioso, ma sempre ospitale e accogliente. «Si dice che la nostra è una terra povera e che poveri siamo noi che ci viviamo, si dice che non possiamo accogliere perché abbiamo già fin troppi problemi – ha sottolineato Ganau – io dico, invece, che la nostra è una terra bellissima ricca di storia e che un futuro ci deve esser per forza». La celebrazione ha avuto anche un momento musicale, con lo spettacolo “Nostra patria è il mondo intero” presentata da Bruno Gambarotta e diretta da Mauro Palmas, eseguita da un gruppo musicale composto da Elena Ledda e Simonetta Soro (voci), Mauro Palmas (voce e mandole), Silvano Lobina (basso) e Marco Argiolas (clarinetto).