L’ingegnere di Alcoa che twitta col ministro

Salvini loda la flat tax e Calenda risponde: non posso pagare come Checco Sedda La citazione scatena la curiosità dei media. Il protagonista: dialoghiamo da mesi

SASSARI. Non più dentro la fabbrica. La lotta dura, e più illuminata dai riflettori, si fa nelle piazze virtuali. E Checco Sedda, professione ingegnere, lo ha capito da tempo. Ha impugnato il megafono mediatico di twitter e con 280 caratteri ha iniziato il suo battage mediatico in difesa di Alcoa. Una battaglia per salvare il suo lavoro e quello di tutti gli operai della fabbrica che produce alluminio.

E tweet dopo tweet è diventato una webstar. Tanto da venire citato più volte dal ministro Carlo Calenda. L’ultima in una risposta al quasi forse premier Matteo Salvini.

Il ministro con una manciata di caratteri demolisce lo spirito della flat tax, cavallo di battaglia del programma elettorale leghista. E per farlo inventa un parallelo tra sé e l’ingegnere di Alcoa, Sedda.

L'ingegner Checco Sedda
L'ingegner Checco Sedda


Salvini twitta: «Flat tax, tassa unica per tutti». Calenda replica con ironia a Salvini: «Perfetto antidoto all’aumento delle diseguaglianze: stessa aliquota per me e per @checcosedda». Un tweet che ha scatenato la curiosità dei media.

Tutti alla ricerca di Checco Sedda, diventato un solido punto di riferimento del Pantheon delle citazioni del ministro. E basta scorrere i suoi profili Facebook e Twitter per capire che l’ingegnere Sedda, 41 anni di San Giovanni Suergiu, è uno dei tanti ex dipendenti di Alcoa, che per anni ha lottato in prima linea per difendere il futuro della sua fabbrica. E ha contribuito al miracolo della quasi riapertura di un sito industriale che sembrava destinato a essere spento per sempre. «Ma non cantiamo vittoria – racconta Sedda –. In questi anni ho lottato per difendere l’Alcoa, non solo per me, ma per tutti quelli che ci lavorano. E dico di più il mio impegno è per i nostri fratelli di Eurallumina. Il polo industriale è indispensabile per il futuro del Sulcis». E Sedda ha iniziato una sorta di martellamento quotidiano. Prima sui profili twitter di Letta e Renzi quando erano alla guida del Paese. Poi su quello del ministro Calenda. «Che a sorpresa mi ha risposto – racconta –. La prima volta l’ho ritenuto un gesto di cortesia. Ma è la seconda volta che mi ha colpito. Un ministro che ti dà risposte ogni volta che lo solleciti. Non mi era mai capitato. E devo essere sincero, è uno che capisce davvero di industria. Si vede che è competente». È iniziato un lungo carteggio, certo un carteggio 2.0 fatto di tweet e repost, tra il ministro e l’ingegnere in prima linea nel presidio di Portovesme. «Quando è venuto da noi – racconta Sedda – è sceso dalla macchina e ha chiesto subito di me. Avevamo twittato qualche giorno prima. Lo avevo invitato a venire a Portovesme. Gli avevo detto che gli avremo invitato la pizza. Lui mi aveva risposto che sarebbe venuto e il conto per le margherite lo avrebbe pagato lui. Ma quando Calenda ha fatto visita ad Alcoa io non c’ero». Da là il nuovo appuntamento per mangiare una pizza insieme. «Ma solo quando la fabbrica sarà ripartita – spiega –. L’ho detto più volte Calenda ha fatto un ottimo lavoro, ma la vertenza non è ancora chiusa. Lo sarà solo quando sarà riavviata». Sedda spiega perché la sua attenzione è diventata totalizzante. «Dobbiamo riuscire a ripartire prima che cambi il governo. Calenda ha mostrato una attenzione e una competenza che non ho mai riscontrato in altri politici. Se arriva qualcun altro ho paura che tutto si blocchi di nuovo. E sarebbe una disgrazia ora che siamo a un passo dal traguardo».
 

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