Ganau: la democrazia va alimentata ogni giorno

Il presidente del Consiglio alle celebrazioni a Sassari insieme al sindaco Sanna Il prefetto Marani ricorda le partigiane: hanno dato un contributo enorme

SASSARI. I racconti degli studenti che hanno preso parte al progetto “Promemoria Aushwitz”, i canti della resistenza e infine “Bella Ciao”, accompagnata dal corpo bandistico “Luigi Canepa” e cantata da giovani e anziani, davanti alla lapide in marmo bianco che ricorda il giorno di 73 anni fa in cui l’Italia venne liberata dal nazifascismo. A Sassari le celebrazioni per il 25 aprile sono iniziate con un corteo - con in testa le associazioni e i gruppi combattentistici e d’arma - che dall’emiciclo Garibaldi si è diretto a Palazzo Ducale. Nel cortile interno della sede del municipio cittadino il presidente del consiglio regionale Gianfranco Ganau, il sindaco della città Nicola Sanna, il commissario straordinario della Provincia di Sassari Guido Sechi e il prefetto Giuseppe Marani hanno deposto delle corone commemorative ai piedi della scritta “25 aprile 1945”. «La libertà è come l’aria, ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare» ha detto il presidente del consiglio regionale Ganau citando la celebre frase di Piero Calamandrei, giurista, scrittore politico e padre costituente, pronunciata nel 1955 nel suo discorso agli studenti milanesi. «Dopo 60 anni le sue parole andrebbero lette ogni giorno - ha aggiunto Ganau - per ricordarci che la nostra democrazia va continuamente alimentata, attraverso battaglie in difesa della solidarietà, della giustizia sociale e del rispetto della persona umana. Oggi affrontiamo un periodo di grandi incertezze - ha proseguito massimo rappresentante dell’assemblea sarda - a causa della crisi economica, politica e di valori e per paura del terrorismo, ma questo non può impedirci di restare umani». Prima di lui il sindaco Nicola Sanna aveva sottolineato che «la libertà, la democrazia hanno bisogno di uomini e donne libere, l’Italia, Sassari hanno bisogno di libertà, un valore che va difeso e donato alle generazioni future». Il Prefetto di Sassari Giuseppe Marani,
ha voluto invece ricordare il contributo dato dalle donne alla Liberazione: «35 mila partigiane combattenti, 70 mila iscritte ai gruppi di difesa, 4.653 arrestate e spesso torturate, 2.750 deportate, 16 medaglie d’oro e 17 medaglie d'argento, 2900 fucilate o cadute in combattimento».

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