Scontro frontale, muore un allevatore

Gonnosfanadiga, l’Ape su cui viaggiava è stata travolta da un’auto: non ci sono segni di frenata

GONNOSFANADIGA. Potrebbe essere accusato di omicidio stradale il giovane di Arbus che l’altra notte, al volante della sua auto, si è scontrato in una via del paese con una moto Ape il cui conducente è poi morto in ospedale per le gravi ferite riportate. I carabinieri del nucleo radiomobile della compagnia di Villacidro e della stazione di Gonnosfanadiga stanno ancora esaminando gli elementi raccolti durante i rilievi sul luogo dell’incidente. Poi sarà il giudice a valutare se esistono i presupposti per un’accusa di omicidio stradale nei confronti del giovane. L’incidente è accaduto martedì notte in via Leopardi, la strada urbana che porta ad Arbus e che scorre parallelamente per due chilometri alla statale 196 per Guspini. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, Michele Montis, 23 anni di Arbus, alla guida di una Opel Corsa e con un amico a fianco, si è scontrato con una moto Ape condotta da Antonio Demontis, allevatore 53enne di Gonnosfanadiga, che non era sposato e aveva undici fratelli. Un urto violentissimo e il conducente della motocarrozzella è stato sbalzato sull’asfalto. Le sue condizioni sono apparse subito gravissime ai soccorritori del 118 giunti sul posto. Stabilizzato su una barella, l’uomo è stato trasportato in ambulanza all’ospedale di San Gavino, dove però è deceduto poco dopo l’arrivo al pronto soccorso. Illesi invece i due occupanti della Opel Corsa, entrambi di Arbus. I carabinieri del radiomobile e quelli della stazione del paese hanno lavorato fino a notte fonda – fra la persone radunatesi sul posto anche il sindaco Fausto Orrù – per cercare di ricostruire con esattezza la dinamica del violentissimo scontro. L’auto con i due giovani arburesi si è arrestata dopo l’urto a una sessantina di metri dalla moto Ape, particolare che potrebbe far pensare a una velocità piuttosto sostenuta della vettura.
Sull’asfalto nessuna traccia di frenata, il che lascerebbe ipotizzare che il conducente della Opel Corsa non abbia proprio visto la motocarrozzella. Gli investigatori non escludono che la vittima abbia effettuato una manovra improvvisa causando il violentissimo impatto. (l.on.)

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