Urbanistica, via ai dibattiti Pigliaru: legge d’alto profilo

Ambientalisti e albergatori al primo incontro a Cagliari: il 7 maggio tappa a Olbia L’assessore Erriu: se il provvedimento sarà ben scritto nessuno lo impugnerà 

CAGLIARI. La Prima sull’urbanistica è andata. Se nel dibattito intervengono in venti e altri duecento abbondanti riempiono la sala, se nessuno grida, ma tutti parlano, discutono, si ascoltano, allora è andata bene. Anche se poi, alla fine, nessuno cambierà idea e casacca, ma il governatore Francesco Pigliaru, attentissimo, s’è preso comunque una bella soddisfazione: andar via con un Moleskine zeppo di suggerimenti. L’esordio della delicata, significativa, decisiva fase d’ascolto è stato tutt’altro che una gazzarra, anche se qualche plotone d’esecuzione ha marcato visita chissà se per scelta o perché non inviato. Domanda azzardata: la tappa a Cagliari e le prossime cinque dell’urbanistica tour, serviranno a tirar fuori non una legge purché sia, ma una legge «d’alto profilo e condivisa» – dirà Pigliaru – sulle coste e il resto? «Siamo convinti di sì», è stata la profezia consegnata dall’assessore Cristiano Erriu, disponibile al dialogo dall’inizio alla fine delle quattro ore di confronto, e sicuro nell’aggiungere: «Non facciamoci bloccare da quanti dicono che la legge finirà per essere impugnata davanti a tutte le Corti. Non è vero, basterà scriverla bene». Certo, è rimasto ancora molto, tanto da limare. Soprattutto sul bonus edilizio per gli alberghi nei 300 metri dal mare e le costruzioni in campagna, mentre i grandi progetti e il ricalcolo delle volumetrie Comune per Comune, entrambi stralciati, ormai non sono più matasse da sbrogliare. Comunque il dibattito è servito, è stato il risultato raccolto in sala dopo un sondaggio a caldo e a campione. Nessuno scuoterà la testa neanche nell’ascoltare questa sintesi della Regione: «Siamo partiti con la giusta passione», pare destinata persino a chiudere la stagione aspra del chi picchiava più duro sul nemico. «Il confronto era necessario», sarà il giudizio finale degli ambientalisti, anche di quelli più ortodossi. «Buon faccia a faccia», rilancerà chi sta dalla parte opposta, costruttori e albergatori. Sono quelli che sperano in un testo dove ci siano pochi «non si può fare» e diversi «questo potrete farlo ma d’ora in poi le regole saranno inviolabili». All’esatto contrario aspirano i i difensori delle coste. A luglio, in Consiglio regionale, vedremo come andrà a finire.

Gli ambientalisti. Sono intervenuti in quattro. Vincenzo Tiana di Legambiente ha detto: «Se i Comuni non prendono il coraggio di approvare i Piani urbanistici, finiremo solo per fare accademia». Stefano Deliperi del Grig è stato diretto: «Alla Sardegna non servono più cubature e nuove stanze, I 300 metri sono intoccabili, è scritto in tutte le sentenze, e poi per quegli alberghi sarebbe il terzo bonus dal 1993. Non esageriamo». Maria Paola Pittau di Italia Nostra ha aggiunto: «Dal 2006 il Piano paesaggistico della Sardegna è un’eccellenza nazionale, ridurlo a brandelli non si può». Angelo Cremone di Sardegna pulita ha denunciato; «Ai colossi è concesso troppo, ai piccoli investitori quasi nulla».

Gli imprenditori. Lo schieramento è stato imponente: sette interventi. Paolo Manca di Federalberghi ha scacciato un bel po’ di cornacchie: «Non dateci addosso, non siamo speculatori. Perché mai dovrei distruggere quanto di meglio ho e mi fa vendere, l’ambiente? Chiediamo però che ci si data la possibilità di alzare la qualità, essere competitivi e vincenti». Maurizio De Pascale, Confindustria, ha sottolineato: «Allontanare il turismo dalle coste, vorrebbe dire impoverire chi garantisce il 7 per cento invece raddoppiare». Di «non sbarrare le porte allo sviluppo», hanno parlato Pierpaolo Tilocca, Ance, Stefano Mameli, Confartigianato, Nicola Palomba, Confindustria, Giorgio Delpiano e Aldo Marino della Confocommericio. Accomunati anche in questo: «Dopo 30 anni dall’ultima legge, oggi chiediamo regole certe, poca burocrazia e, vedrete, non vi deluderemo».

Soru e gli altri. Al padre del Piano paesaggistico, gli organizzatori hanno concesso il triplo dello spazio e lui non ha sprecato il regalo: «Serve ogni sforzo per approvare una buona legge, e non una purché sia. Prendo atto della volontà di stralciare gli articoli sui grandi progetti e le cubature comunali: avrebbero scardinato il Ppr. Poi ci sono gli hotel nei 300 metri: quelli che non hanno sfruttato il Piano casa, una novantina, è giusto aiutarli a stare sul mercato», e anche su questo c’è l’intesa con Pigliaru. Poi l’unico vero appunto sulla bozza: «Dev’essere generale e più astratta. Deve tutelare l’interesse generale, le coste appunto, non i singoli casi. Quelli lasciamoli ai Comuni». Il sindaco di Sorradile, Pietro Arca, ha ribattuto: «Però da soli non possiamo farcela». Pietro Tandeddu di Copagri ha parlato delle campagne: «Difendiamole dai falsi agricoltori, vogliono solo costruire». Sandro Catta del’Ordine degli ingegneri s’è augurato che
«sia finita la stagione delle interpretazioni: sono state peggio di una maledizione». Per i Marco Foddai, Uil, e Samuele Piddiu, Cgil, «La Sardegna ha bisogno di una legge e se lavoreremo insieme verso questo sacrosanto obiettivo, possiamo riuscirci». Prossima tappa il 7 maggio a Olbia.

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