Cabras, lettera minatoria al primo cittadino

“Avviso” a Carrus: stai attento a quello che fai. La denuncia durante la seduta del consiglio comunale

CABRAS . «Stai bene attento a quello che fai, non scherziamo! Sappiamo dove abiti!». È questo, in sintesi, il contenuto della lettera anonima ricevuta dal sindaco di Cabras, Cristiano Carrus, circa una settimana fa. E a seguire, una serie di calunnie, di accuse e di frasi dal contenuto molto pesante.

Sembra quindi non avere fine lo stillicidio finalizzato a intimidire gli amministratori sardi, lasciati molto spesso da soli a fronteggiare l’insoddisfazione di chi, quando non si riesce a ottenere quello che ritiene un proprio diritto, passa alle minacce e all’intimidazione, chiaramente in forma anonima. Un fenomeno che purtroppo, nonostante le condanne unanimi delle istituzioni e le promesse di maggiore protezione verso sindaci e assessori, sembra inarrestabile.

Questa volta è toccato a Cristiano Carrus ricevere le attenzioni indesiderate degli amanti della tecnica del muretto a secco, condotta da gente abituata a colpire stando bene attenta a rimanere nascosta. Una tecnica vigliacca, che in questo caso ha utilizzato la penna come arma per far male.

«Mi dispiace molto – dice Carrus –, anche perché quando si ricevono attenzioni del genere non ci si può difendere. In ogni caso sono sereno, perché so di aver operato sempre nel rispetto della legge e perché sono certo che gli investigatori faranno il possibile per individuare l’autore, o gli autori, di un gesto che non esito a definire vile e meschino». Adesso la lettera è nelle mani della Digos oristanese, che si sta occupando delle indagini. Carrus però, considerata la gravità del fatto, ha informato anche il Consiglio comunale. «Ho ritenuto che fosse giusto rendere partecipe il Consiglio - spiega ancora il sindaco di Cabras –, che ringrazio per la solidarietà che mi ha espresso e per la condanna, senza se e senza ma, pronunciata da tutti i consiglieri verso il metodo usato da chi preferisce minacciare piuttosto che rappresentare democraticamente il proprio dissenso. Oltre alle minacce, la missiva contiene anche una serie di calunnie, assurde e ingiustificabili. Ma davvero non riesco a darmi una spiegazione rispetto alle attenzioni poco gradite ricevute. Adesso il documento è all’attenzione degli investigatori, io attendo fiducioso la conclusione delle indagini».

Il gravissimo atto intimidatorio, l’ennesimo contro un amministratore, è stato condannato con forza anche dal sindaco di Oristano Andrea Lutzu. Moltissimi gli attestati di solidarietà giunti a Cristiano Carrus anche attraverso il web, tutti unanimi nell’esprimere una ferma disapprovazione verso l’autore, o gli autori, della lettera anonima. Tra l’altro, quello denunciato
da Carrus, è un episodio isolato, che non appartiene alla storia recente della cittadina lagunare dove il confronto politico, anche quando è stato particolarmente acceso, è sempre rimasto confinato all’interno dei limiti imposti dal buon senso senza mai deragliare oltre la legalità.

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