No agli animali in premio: bufera sul torneo di morra

Ulassai, in palio le carni di un vitello, una pecora, una capra e anche un girarrosto. Animalisti contro gli amministratori: «È una mercificazione vergognosa»

ULASSAI. Da che mondo e mondo, in Sardegna, i tornei di morra sono sempre andati a braccetto con pantagrueliche mangiate di carne arrosto annaffiate da litri di vino rosso. E da che mondo e mondo i premi in palio spesso sono animali. Tradizione tutta isolana, questa, che non è piaciuta agli animalisti che hanno messo sulla graticola gli amministratori di Ulassai, colpevoli a loro giudizio di non aver mostrato abbastanza sensibilità nei confronti di «esseri senzienti».

La manifestazione incriminata è la prima edizione del torneo “Sa murra ulassese” che ha messo in palio un vitello, una pecora e una capra, e un girarrosto per i vincitori e che si è svolta ieri nella suggestiva cornice dei Tacchi ogliastrini. L’attacco, veemente, è partito da una storica attivista dei diritti degli animali. «Si tratta di una mercificazione vergognosa dei corpi di esseri non umani» tuona Paola Re, attivista del movimento animalista che da tempo porta avanti una campagna in difesa degli animali sfruttati per sagre e feste. «Come se non bastasse lo strazio che devono sopportare in fiere, mercati, allevamenti, negozi in cui sono esposti e messi in vendita come oggetti, devono anche essere dati in premio a un torneo. Eppure – prosegue l’animalista – basterebbe un regolamento per la tutela degli animali dettato dal buon senso». Paola Re si rivolge direttamente al Comune di Ulassai. «Credo che un’istituzione non debba permettere una pratica così squallida sul suo territorio. I divieti non sono mai l’esempio migliore per insegnare e lo stato di polizia non è il migliore stato possibile. Il buon senso dovrebbe prevalere in ogni comportamento sociale ma ciò accade raramente, e alla Pro Loco non è accaduto, quindi un’istituzione deve fare il suo dovere anche vietando, soprattutto in questo caso in cui lo scopo è quello di tutelare esseri non umani indifesi di cui, è bene ricordare, il sindaco di Ulassai Gian Luigi Serra è responsabile in prima persona» dice l’animalista rivolgendosi al primo cittadino. Il quale, forse occupato nell’organizzazione di una due giorni impegnativa che prevede anche un’escursione nel territorio, preferisce non parlare della spinosa vicenda e non risponde al telefono. Chi invece, serafico, controbatte all’attacco degli animalisti è il presidente dell’associazione di promozione turistica del centro ogliastrino Fabio Demurtas. Che pur non volendo prestare il fianco a polemiche non prende neanche in considerazione l’idea di cospargersi il capo di cenere per aver rinnovato tradizione che affonda le radici nella notte dei tempi. «Non abbiamo nulla da rimproveraci: abbiamo fatto tutte le cose per bene e preferiamo non dare troppa importanza a queste polemiche» commenta il presidente Demurtas che aggiunge: «d’altra parte animali vivi, qui, non se ne presentano. Il premio è costituito da buoni carne. E a meno che non si voglia proibire la macellazione noi abbiamo fatto tutte le cose in piena regola».

I premi (vitello, capra e pecora
accompagnati da taglieri di salumi e dall’immancabile girarrosto), preventivamente macellati, sono stati poi aggiudicati ai vincitori del torneo. Finiranno quasi sicuramente arrosto ad allietare qualche “spuntino” come da che mondo e mondo accade in Ogliastra e nel resto dell’Isola.

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