Vertenza Aras, la Madia apre alle stabilizzazioni

Il caso dei 280 precari tra veterinari e agronomi, vertice a Roma con la ministra Tre le soluzioni: ingresso in Laore, società in house o nuova agenzia regionale

SASSARI. Massima disponibilità della ministra Madia a risolvere la vertenza Aras. A dirlo gli assessori all’agricoltura Pier Luigi Caria e al personale Filippo Spanu che, insieme al deputato Gavino Manca e ai presidenti delle Commissioni bilancio e agricoltura del Consiglio regionale, Franco Sabatini e Luigi Lotto, hanno incontrato a Roma la ministra della funzione pubblica Marianna Madia per esaminare la situazione dei dipendenti Aras: 280 tra tecnici, agronomi e veterinari dell’Associazione regionale allevatori che operano nel contesto agricolo e zootecnico, garantendo servizi pubblici, sulla base di una convenzione con l’Agenzia Laore. Niente invece sulla questione Apa (Associazioni provinciali, anch’esse commissariate dall’Aia).

«C’è la massima disponibilità da parte del Governo – spiegano in una nota Caria e Spanu – a trovare le migliori soluzioni alla vicenda dei lavoratori dell’Aras sulla base dell’ordine del giorno approvato dal Consiglio regionale lo scorso 14 marzo (la quale prevedeva che Caria presentasse una proposta entro il 30 aprile, cosa che non è avvenuta, ndc) . Abbiamo discusso in modo proficuo e dato seguito a un’interlocuzione che avrà ulteriori sviluppi nei prossimi giorni». Gli assessori hanno ricostruito la vicenda dei lavoratori, che invocano da tempo la stabilizzazione negli organici della Regione e ribadito l’esistenza all’interno di Aras di professionalità qualificate. «Abbiamo concordato con la Madia di approfondire tutte le questioni in un incontro in programma la prossima settimana, allargato ai rappresentanti degli altri ministeri competenti. In quella sede sarà valutata nel dettaglio la proposta che la Regione intende presentare al Consiglio regionale per dare risposte alle istanze dei dipendenti dell’Aras».

A prevalere è la linea della cautela. Lo scopo degli incontri romani è individuare una soluzione concertata per evitare che poi venga impugnata, con le conseguenze del caso. I lavoratori Aras (ma anche Apa) hanno sempre spinto per l’integrazione in Laore tramite concorso, ma le leggi nazionali impongono limitazioni assunzionali per ora invalicabili, anche se l’ipotesi non sembra sia stata scartata. Non è però l’unica strada seguita: si parla anche di una società in house, quindi regionalizzata, ma anche di un’agenzia regionale nuova che si dedichi all’assistenza tecnica alla zootecnia.

«Bene la disponibilità della Madia – commenta la capofila del gruppo sit-in di Aras, Paola Naitana – L’importante è che lavoratori ch si trovino soluzioni definitive e che siamo regionalizzati. Non dimentichiamo che se la zootecnica sarda ha raggiunto livelli
di eccellenza, il merito è dei nostri controlli». E dalle Apa arriva un avvertimento: mentre si discute, questa stasi ha già provocato danni enormi, le certificazioni genealogiche sono bloccate in molte aree dell’isola e questo significa disastro per diversi anni negli allevamenti sardi.

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