il giorno dopo 

Controlli sul Temo e sui canali ma resta l’allerta. Strade in tilt

BOSA. Dopo tre intensi giorni di monitoraggio del Temo, dei suoi affluenti e dei canali che dalle colline che coronano la città del Temo si riversano nel fiume, rimasto fortunatamente sempre sotto i...

BOSA. Dopo tre intensi giorni di monitoraggio del Temo, dei suoi affluenti e dei canali che dalle colline che coronano la città del Temo si riversano nel fiume, rimasto fortunatamente sempre sotto i livelli di guardia, gli uomini del Comitato della Croce Rossa di Bosa hanno affrontato con tutti i mezzi disponibili le due emergenze del 4 e 5 maggio, letteralmente con l’acqua alla cintola. Sono infatti i nuclei Fluviale, Opsa e di Protezione Civile ad essere arrivati a Bosa a meno di mezz’ora dalla richiesta di aiuto lanciata dalle aree periferiche e centrali dell’area urbana. Parte di un complesso meccanismo con apice decisionale il Centro comunale di Protezione civile, e diramazione operative per il coordinamento di uomini e mezzi di Vigili Urbani, Barracelli, Vigili del Fuoco di Macomer e Nuoro e da sabato pomeriggio anche di cinquanta volontari di diverse associazioni in arrivo da tutta l’isola. Con l’aiuto dei Carabinieri della stazione di Bosa e della Compagnia di Macomer, Polizia,a Guardia di Finanza, Ufficio marittimo e Corpo forestale. I carabinieri di Macomer hanno anche controllato le case vuote per prevenire eventuali episodi di sciacallaggio.

Ieri mattina, prima della riunione del Coc, il sindaco Luigi Mastino, assessori e amministratori erano al Km 9.900 della Bosa-Alghero e poi nuovamente sulla Bosa-Montresta per valutare la situazione di due frane che hanno costretto alla chiusura totale della litoranea e alla parziale chiusura di un lato della carreggiata sui tornanti verso Montresta e da qui a Villanova e ad Alghero, per ora il passaggio forzato per tenere aperto il canale turistico con l’aeroporto. In serata è stata riaperta la 129 bis nel tratto tra Bosa e Suni. Ma a Bosa resta l’allerta, resta aperto il Coc. In due giorni è caduta una quantità complessiva di pioggia che da tempo Bosa non vedeva neanche in dodici mesi di precipitazioni, la beffa dopo due stagioni di intensa siccità: 170 mm.

Due giorni fa il sindaco Mastino ha chiesto alla Regione la dichiarazione dello stato di calamità naturale. Intanto, arrivano le prime reazioni politiche. La sezione del Psd’Az di Bosa, dopo aver espresso solidarietà ai cittadini danneggiati dall’allagamento, chiede all’amministrazione comunale «un tavolo permanente che
comprenda tutte le forze politiche, per assumere azioni unitarie legate alla storica e continua problematica degli allagamenti a Bosa. Crediamo sia giunto il momento che sul problema si mettano in campo tutte le forze possibili per arrivare a soluzioni prescindendo dagli schieramenti».

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