Sanità, ridotto il disavanzo Arru: la riforma funziona

L’assessore: due anni fa raggiunto l’80% dell’obiettivo e nel 2017 quasi il 90% Secondo le previsioni in 5 anni dovrebbero essere tagliati 216 milioni di costi

CAGLIARI. Le aspre polemiche di questi giorni sulla sanità, dalla riforma alle ultime nomine dei direttori, hanno convinto la giunta a un censimento sugli effetti del piano di rientro cominciato nel 2016. Bene, secondo l’assessore alla sanità Luigi Arru, due anni fa è stato raggiunto l’80% dell’obiettivo e nel 2017 è stato sfiorato quasi il 90 per cento. Nel dettaglio: nel 2016 l’Asl unica, le due Aziende universitarie e il Brotzu avrebbero dovuto risparmiare in tutto 62 milioni: «È stato superato il tetto dei 50 milioni e se la Regione non avesse dovuto pagare di tasca i farmaci innovativi antitumorali, il traguardo sarebbe stato raggiunto di sicuro». L’anno scorso, invece, il risparmio sarebbe dovuto essere di 46 milioni e 628mila, ma «alla fine – scrive la Regione – siamo rimasti al di sotto dell’obiettivo per poco meno di cinque milioni ma solo perché il sistema sanitario s’è dovuto far carico anche del costo dei vaccini per l’epatite C, che invece alle altre Regioni in gran parte è stato rimborsato dallo Stato». In buona sostanza, in due anni, la perdita d’esercizio è scesa da 328 milioni e 372mila euro a 285 milioni e mezzo, con una riduzione di circa 43 milioni. Con questa conclusione: la riforma ha funzionato e i primi risultati – prosegue l’assessorato – cominciano a vedersi. Quindi - sempre secondo la nota della Regione – «non è così lontano il traguardo di un risparmio complessivo intorno ai 216 milioni in cinque anni, dal 2016 al 2021».

Il piano. Per la seconda volta, dopo l’intervento dell’anno scorso, il piano di riorganizzazione della spesa sanitaria è stato aggiornato dalla giunta, perché sia più semplice raggiungere il riequilibrio della spesa sanitaria. Spesa che oggi è intorno ai tre miliardi, poco meno della metà del bilancio regionale. I risultati migliori finora sono stati raggiunti nella spesa farmaceutica territoriale e ospedaliera, con 22 milioni risparmiati, ben sei milioni in più rispetto al previsto, ed è stato possibile – scrive l’assessorato – grazie alla razionalizzazione delle forniture che sono state centralizzate.

L’assessore. Luigi Arru ha detto: «Abbiamo raggiunto risultati concreti senza tagliare servizi, né peggiorare l’assistenza. Anzi, come accaduto nel settore farmaceutico, abbiamo ottenuto risparmi considerevoli nonostante le maggiori spese che abbiamo avuto scegliendo di comprare i farmaci per la cura definitiva dell’epatite C con risorse nostre. La riduzione del disavanzo è ancor più significativa anche in considerazione del fatto che nel 2016 e 2017 abbiamo fatto fronte alla spesa per i farmaci innovativi, gli oneri per i rinnovi dei contratti del personale dipendente e convenzionato. E tutto questo lo abbiamo fatto senza introdurre
alcun ticket, imposto dallo Stato alle Regioni sottoposte al controllo dei conti». La strada da fare è ancora lunga, leggi ad esempio le liste d’attesa e la riorganizzazione ancora a metà degli ospedali, ma secondo l’assessore «abbiamo intrapreso quella giusta». (ua)



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