Alluvione a Olbia, dieci richieste di rinvio a giudizio

Il ciclone del 2013, l’assessore regionale ed ex-vicesindaco Careddu tra gli indagati: «Sono accuse infondate»

OLBIA. Ribadiscono la totale estraneità ai fatti contestati dalla Procura, così come già scritto nelle numerose pagine delle memorie difensive depositate a suo tempo. «Sono accuse infondate e lo dimostreremo», dicono gli avvocati Guido Da Tome e Benedetto Ballero, difensori dell’ex vicesindaco di Olbia Carlo Careddu, oggi assessore regionale ai Trasporti, commentando la richiesta di rinvio a giudizio dell’ex amministratore olbiese finito sotto accusa insieme all’ex assessore ai Lavori pubblici Davide Bacciu, all’ex capo dell’ufficio tecnico del Comune Costantino Azzena e ad altre sette persone tra tecnici, ingegneri e geometri.

Dieci richieste di rinvio a giudizio in tutto, per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Si tratta uno dei filoni della maxi inchiesta sulla tragica alluvione del 18 novembre 2013 costata la vita, in città, a sei persone. A quasi due anni dall’avviso di conclusione delle indagini preliminari, datata 29 giugno 2016, la Procura di Tempio (pm Gianluigi Dettori) ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per tutti gli indagati. L’udienza preliminare non è stata ancora fissata.

L’inchiesta riguarda nello specifico il filone relativo ai lavori di sistemazione idraulica dei canali Siligheddu e Gadduresu e del Rio Ua Niedda. Agli indagati, il pm contesta a vario titolo una serie di omissioni relative a progettazioni e lavori nei canali esondati. All’ex vicesindaco Careddu e all’ex assessore ai Lavori pubblici Bacciu viene contestato di aver autorizzato la progettazione e la realizzazione di opere di sistemazione idraulica del Rio Siligheddu nonostante l’inadeguatezza dell’aveo e di aver autorizzato le modifiche ai ponticelli lungo il Rio Ua Niedda in assenza di un accurato studio idrogeologico e idraulico.

Infine, di non aver utilizzato uno studio che gli era stato consegnato nel dicembre 2011 contenente un’analisi dettagliata delle aree a pericolosità idraulica presenti nel territorio comunale. Piano che doveva essere ancora adottato in commissione e in Consiglio. «È una vicenda sorprendente – commenta l’avvocato Ballero – Pensavo si sarebbe chiusa con l’archiviazione avendo dimostrato che le condotte addebitate risalivano a momenti di gran lunga precedenti la carica di vice sindaco di Careddu».

«Ribadiamo la nostra estraneità ai fatti che ci vengono contestati – aggiunge il difensore dell’ex assessore Bacciu – Non vediamo l’ora che si possa tenere l’udienza preliminare così da poter, in quella sede, ribadire al giudice il contenuto delle memorie che abbiamo depositato a suo tempo in Procura e fare così chiarezza sulla nostra posizione. Confidiamo che già in quella sede ci sia l’archiviazione nei nostri confronti».

Richiesta di rinvio a giudizio anche per l'ex dirigente dei Lavori pubblici Mauro Scanu, i geometri Sebastiano Meloni e Francesco Pisano, il tecnico e progettista Luigi Sanna, il tecnico Sergio Usai, l'ingegnere Claudio Vinci e l'ingegnere Michele Territo. (t.s.)
 

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