Aras: «Da 35 anni precari ora sogniamo la svolta»

Naitana (gruppo sit-in): «La messa in liquidazione apre nuove speranze» Confederdia: «Manifestazione giovedì». L’obiettivo è l’assorbimento in Laore

SASSARI. Da una parte la preoccupazione di chi vede il proprio posto di lavoro a rischio per una messa in liquidazione che prelude di fatto a una sparizione. Ma per i lavoratori di Aras, l’Associazione regionale allevatori che da 35 anni si occupa di assistenza tecnica alle aziende con veterinari, agronomi e laboratorio di analisi, contrariamente a ciò che si può pensare, la svolta imposta dai commissari di Aia è foriera piuttosto di speranze di stabilizzazione, possibilmente nell’organico regionale. Ciò che da sempre è stato inseguito inutilmente nonostante fosse stabilito dalla legge 3/2009, mai applicata.

«I lavoratori, preoccupati per la messa in liquidazione e l'annullamento della direzione tecnica – dice un comunicato di Confederdia, sindacato dirigenti quadri e impiegati dell’agricoltura – , sono in apprensione, poiché non sanno cosa comporti questo processo nell'immediato. L'unica nota positiva del documento di liquidazione rimane la proposta di cedere il ramo dell'assistenza tecnica alla struttura regionale; per tale motivo chiedono che questo passaggio avvenga in tempi rapidi, senza interruzioni retributive e con assoluta trasparenza sui compiti assegnati e sulle modalità di esecuzione del lavoro».

Confederdia parla della necessità di affidare i compiti sinora svolti da Aras a un organismo che garantisca la terzietà (rispetto a allevatori e istituzioni europee che garantiscono i contributi) e afferma che le notizie che arrivano da Roma «confermano quanto da noi sostenuto sulla possibilità lasciata alla Regione sarda di autodeterminarsi su materie così importanti come quella che ci riguarda, come prevede la 3/2009. I lavoratori accolgono di buon grado la proposta che li vede coinvolti direttamente nel riordino delle agenzie agricole, ma nell'immediato deve essere dato corso a quanto stabilito dal Consiglio lo scorso 14 marzo, quando diede pieno mandato all'assessore Caria per risolvere definitivamente il problema rispettando una tempistica stringente, che lasci i lavoratori Aras nel limbo solo per i tempi tecnici necessari alla sua applicazione».

Il 15 maggio inizia la nuova annualità della misura 14, quella sul benessere animale, che riguarda 10.000 aziende zootecniche, che non possono essere abbandonate a se stesse in un momento di crisi come quello che sta attraversando il settore. «Noi siamo pronti come tutti gli anni – dice la portavoce del gruppo sit-in di Aras, Paola Naitana – continuiamo a mettere in campo quelle competenze che hanno contribuito a creare le eccellenze della zootecnia sarda». Il gruppo sit-in guarda con speranza alla svolta e annuncia la partecipazione alla manifestazione di Confederdia di giovedì sotto il palazzo della Regione: «Non sarà una protesta, ma un momento di sollecitazione alla politica regionale ad andare avanti sulla strada che sembra aver intrapreso. Non siamo affatto turbati, è ora che l’assistenza sia “terza”. La strada più logica – dice Naitana – sarebbe l’ingresso tramite concorso in Laore, che si occupa del settore, tanto che fu previsto un allargamento della pianta organica proprio a questo scopo, cosa poi mai messa in pratica. La Regione è andata a Roma proprio per chiedere una deroga su questo punto e la risposta sarebbe stata possibilista». Se il progetto non andasse in porto? «Ci
sarebbero le strade della nuova agenzia regionale o della società in house, a totale controllo regionale. Perché ricordiamoci che siamo sempre stati pagati da Laore, con i soldi della Regione, a causa del ruolo strategico che ricopriamo. Di fatto noi siamo precari regionali da 35 anni».

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