Sardegna, in metà dei Comuni il voto è a rischio flop

In 5 dei 43 centri non si vota, in 16 c’è una sola lista e si va alla ricerca del quorum. Sempre più difficile nei paesi dell’isola trovare qualcuno disposto a fare il sindaco

SASSARI. C’è una matematica della disperazione che aiuta a capire quanto affanno abbiano i Comuni della Sardegna. Si dovevano rinnovare 43 amministrazioni, in 5 centri non si sono presentate liste, in 16 ce n’è una sola e si dovrà lottare per raggiungere il quorum. In altre parole in oltre la metà dei comuni che vanno al voto riuscire a esercitare questo diritto è un’impresa. Il 10 giugno si capirà in quanti centri sarà eletto il nuovo sindaco. Anche questo un segno del malessere che attraversa l’isola.

La fuga dalle liste è un segno di quanto fare il sindaco sia diventata una missione sempre più impossibile. Attentati, minacce, tagli dallo Stato, dalla Regione, dalla Provincia, dall’Asl. Ed è indicativo il fatto che in cinque centri non si sia presentata nessuna lista. A governare sarà un commissario.

E i centri in cui arriverà sono Putifigari, Sarule, Austis, Ortueri e Magomadas. Tutti a rischio spopolamento. Un segno ulteriore del malessere che si vive in molte comunità dell’isola in cui la distanza tra il governo centrale e le periferie è sempre più marcato. Ultimi tasselli di una tragica fuga dello Stato. Via i servizi, le scuole, le banche, le forze dell’ordine, gli uffici postali. Ora anche il sindaco diventa una figura virtuale.

Ma anche in molti altri centri in cui si va al voto completare anche una lista è stata una fatica. Difficile che si possa avere una valutazione dell’effettiva forza politica dei partiti nell’isola. Ci sono solo due Comuni che superano i 15 mila abitanti e vanno al voto, sono Assemini e Iglesias. E in entrambi i casi i sindaci non si ricandideranno. Anche se Assemini in un certo senso ha un valore speciale, almeno per i 5 Stelle. È stata la prima amministrazione guidata da un sindaco pentastellato. E la riproposta del Movimento è un banco di prova, anche se a livello locale. Anche Macomer è un test, ma questa volta per il Partito dei Sardi che chiede la riconferma il suo sindaco.

Il centro più piccolo in cui si vota è Soddì, in Provincia di Oristano, e da qua inizia il viaggio della Nuova nei centri verso il voto per raccontare questi Comuni.

Ma a far discutere sono anche i centri in cui non si è riuscito a presentare una lista. Ad Austis, 800 abitanti, è da tre anni che non si trova un candidato sindaco. E dal 2015 viene retto da un commissario. A Sarule la sindaca Mariangela Barca ha deciso di non ripresentarsi, scoraggiata dal senso di abbandono che ha provato davanti alle istituzioni e da un eccesso di burocrazia che strozza qualsiasi iniziativa. Anche
a Ortueri non ci sarà campagna elettorale. Il sindaco Pierluigi Corriga si è dimesso all’improvviso all’inizio dell’anno. A Putifigari non si è riusciti a mettere insieme una lista. Mentre a Magomadas il commissario già guida il centro della Planargia dallo scorso anno. (l.roj)

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