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Akenta Sub convince anche la Bibbia del vino

Wine spectator promuove il vermentino affinato sott’acqua della Cantina di Santa Maria La Palma

ALGHERO. La rivista americana Wine Spectator, una delle più autorevoli voci del settore, una sorta di Bibbia del vino, ha assegnato all'Akenta Sub della Cantina di San Maria La Palma il punteggio di 88/100, un giudizio che secondo gli abituali criteri dell'opinion leader sfiora il riconoscimento di “vino eccezionale” solitamente attribuito a produzioni di altissime peculiarità.

Il riconoscimento vale all'’Akènta Sub il titolo di primo Vermentino Doc italiano affinato sott’acqua che ottiene un punteggio così alto. La giuria di Wine Spectactor ha esaminato la produzione subacquea del 2016. Significativo il giudizio espresso e inserito all'interno della rubrica “Tasting Note”: «Una vivace spina dorsale di acidità è ben intrecciata con i sentori di albicocca e sapori di frutta, mela gialla e sentori di limone e erba fresca, in questo spumante cremoso che presenta un finale sottile, vivace. Imbottigliato e invecchiato sott'acqua ».

Era il 2013 quando il consiglio di amministrazione della Cantina di Santa Maria La Palma, presieduto Mario Peretto, decise di avviare una straordinaria operazione sperimentale mettendo a dimora oltre 700 bottiglie in gabbie di ferro a 30 metri di profondità nelle acque del parco regionale di Porto Conte. Una scelta, operativa dal maggio del 2014, che oggi sta muovendo l'attenzione dei critici ed esperti internazionali e portando al vermentino subacqueo, nato tra i vigneti della Piana della Nurra, i primi riconoscimenti ufficiali.

L'azienda vitivinicola, il cui zoccolo duro è costituito dai 300 soci conferitori delle uve, sulla scia del successo riscosso dalla Cantina subacquea ha inoltre deciso di celebrare la giornata del prelievo delle bottiglie dai fondali con una manifestazione chiamata Emersion Day che lo scorso anno ha debuttato, con successo, negli spazi della storica banchina del porto di Alghero.

L'evento sarà ripetuto anche quest'anno e nelle intenzioni degli amministratori c'è l'obiettivo di trasformare la manifestazione in un momento di partecipazione collettiva, di festa del territorio e in particolare del mondo produttivo dell'agroalimentare del nordovest sardo. (g.o.)