Asinara a secco: «Agisca il Comune»

Manca l’acqua, l’assessore Piras: fondi erogabili con l’avanzamento delle opere

PORTO TORRES. «Tocca al Comune di Porto Torres agire». È quanto risponde l’assessorato regionale all’Industria diretto da Maria Grazia Piras, interpellato dalla Nuova sul problema dell’assenza di acqua potabile sull’isola dell’Asinara. Accade tutti gli anni che la preziosa risorsa scarseggi in un’area che ha sempre dovuto affidarsi alle proprie scorte idriche per sostentarsi. Ma queste non bastano. Abbanoa non si occupa più dell’idea di far arrivare una tubazione dall’isola madre. Ci sono 3,2 milioni di euro stanziati ma inutilizzati ma non si riesce a spenderli: com’è possibile?

L’assessorato all’Industria scarica le responsabilità sul Comune di Porto Torres, che è stato incaricato nel marzo 2017 di gestire progettazione ed esecuzione dei lavori e che nel frattempo ha chiesto alla sua società in house di eseguire la manutenzione ordinaria sulle vecchie tubazioni. «Quei 3,2 milioni – fa sapere l’assessore Piras – li abbiamo stanziati noi nel dicembre 2015 e fanno parte di un finanziamento più ampio a favore dei consorzi industriali e le infrastrutture per lo sviluppo economico. Nel piano era previsto l’anticipo del 10 per cento della somma, che quindi è a disposizione. Spetta ora al Comune di Porto Torres realizzare queste infrastrutture, i soldi restanti vengono erogati per stati di avanzamento». E spiega che la Regione si è sempre impegnata per favorire un incontro e un dialogo tra le parti, c’è stata interlocuzione tra assessorato, Abbanoa, Egas e Comune «che sappiamo sta procedendo con progettazioni e studi». Insomma: noi la nostra parte l’abbiamo fatta, ora tocca all’amministrazione turritana portare avanti le opere per ricevere i fondi.

L’assessore regionale alla tutela dell’ambiente Donatella Spano afferma che «il problema non è di nostra competenza, ma da presidente della comunità del parco dico che la sua soluzione ci interessa molto e abbiamo lavorato perché la questione venisse affrontata».

Il guaio è che tutto sembra essersi arenato dietro progetti e studi, nel frattempo l’estate si sta avvicinando a grandi passi e
con essa l’aumento del fabbisogno idrico legato al maggiore flusso di turisti. Impossibile in queste condizioni effettuare qualunque tipo di programmazione turistica per un’isola che tra l’altro attende ancora la nomina di un presidente del Parco. (a.palm.)

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