zootecnia sarda a rischio 

Aras, in duecento manifestano mentre Laore presenta il conto

CAGLIARI. Duecento partecipanti: ottimo riscontro per la manifestazione organizzata ieri da Confederdia sotto gli uffici del Consiglio regionale per sostenere la causa di Aras, l’associazione...

CAGLIARI. Duecento partecipanti: ottimo riscontro per la manifestazione organizzata ieri da Confederdia sotto gli uffici del Consiglio regionale per sostenere la causa di Aras, l’associazione regionale allevatori che si occupa dell’assistenza alle aziende zootecniche, messa in liquidazione da parte dei commissari Aia. Preoccupa ora la posizione di Laore che ha comunicato all’Aras un debito nei confronti della Regione pari a oltre 2 milioni di euro relativi alla rendicontazione dell’attività dell’annualità 2014. «L’Agenzia ha posto termini perentori – spiega Osvaldo Ibba, segretario regionale di Confederdia –: chiede ad Aras pezze giustificative entro 20 giorni, pena lo stop ai finanziamenti. Sarebbe la fine».

Ieri mattina, dopo il sit-in, i manifestanti hanno avuto un incontro con i capigruppo in Consiglio, col presidente Ganau e con l’assessore all’agricoltura Caria. Al quale è stato chiesto «di continuare sulla strada intrapresa affinché il passaggio sotto Laore sia messo in atto come da legge – dice Ibba – Caria ci ha riferito che le interlocuzioni con Roma dello scorso periodo sono positive, sono stati compiuti passi avanti decisivi coi ministeri di agricoltura e lavoro, resta da ricevere l’okay di quello delle finanze per la fattibilità economica dell’operazione, che ci assicurano essere coperta sotto il profilo finanziario. E quindi si è detto moderatamente fiducioso che questo iter vada in porto».

L’escalation della diatriba Laore-nuova Aras (i vertici di quella precedente sono stati “dimissionati”, dice Ibba) fa però crescere la paura per il futuro: «Temiamo che nei prossimi mesi non vengano pagati gli stipendi – afferma il segretario di Confederdia – . Ma dalla Regione abbiamo avuto rassicurazioni sul fatto che in qualche modo si interverrà. Il 15 maggio è ripresa la misura per il benessere animale, per la quale seguiamo 10mila aziende che dal nostro lavoro dipendono per milioni di contributi comunitari. C’è il rischio che debbano essere restituiti. E poi ci c’è il laboratorio, che cura il 98% delle analisi dei comparti bovino e ovicaprino. Tutto questo non può fermarsi. Abbiamo fatto presente di essere disponibili a qualche sacrificio ma anche che abbiamo
chiuso il 2017 senza lo stipendio di dicembre e i rimborsi chilometrici. La nuova gestione Aras non risponde di quanto avvenuto prima. Noi continuiamo responsabilmente a impegnarci nella misura, perché crediamo che ci sia la volontà politica di risolvere la situazione». (a.palm.)

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