La fierezza dell’isola incanta 100mila turisti

Visitatori da tutto il mondo per l’edizione 69 della “Festa della bellezza” Applausi per i 65 gruppi e i 270 cavalieri: incantati dai colori e dai costumi

SASSARI. Quando il gruppo dei piccoli Mamuthones inizia a danzare al suono dei campanacci davanti alla tribuna delle autorità, in pizza d’Italia si scatena un’ovazione da stadio. Impossibile non lasciarsi conquistare da quei piccoli figuranti ricoperti di pelli ovine, con i volti anneriti o nascosti dalle tipiche maschere del carnevale sardo più famoso nel mondo. Sono stati loro - insieme alle decine di altri bambini, anche di pochi mesi, che hanno sfilato in braccio ai genitori - il miglior spot per una festa di popolo che ogni anno riesce a regalare emozioni sempre nuove.

Davanti a turisti arrivati da ogni parte del mondo, ieri mattina Sassari ha regalato a se stessa e alla Sardegna una magia di colori, suoni e profumi dell’isola che ha lasciato a bocca aperta un pubblico che ha sfiorato nell’arco dell’intera giornata le 100mila presenze. Uno spettacolo di straordinaria eleganza che ha incantato, ancora una volta, gli spettatori che ieri hanno assistito alla 69esima edizione della Cavalcata sarda, sfilata dei gruppi folcloristici di tutta la Sardegna cominciata, in occasione di una visita del re Umberto I e della regina Margherita di Savoia, nel lontano 1899 e ormai diventata un appuntamento irrinunciabile per l’intera isola.

Il corteo di 2500 figuranti, divisi in 65 gruppi provenienti da tutte le province dell’isola, seguiti da 27 gruppi a cavallo e 270 cavalieri, ha invaso festosamente le vie del centro di Sassari per il più grande evento laico che si celebra in Sardegna in onore della tradizione, dell’identità e di tutta la bellezza che l’isola sa esprimere. Le transenne che delimitavano il percorso dei figuranti e dei cavalli lungo le vie principali del centro cittadino, dalla chiesa di San Giuseppe fino al museo Sanna, giù per via Roma e in piazza d’Italia, poi in via Cagliari fino all’emiciclo Garibaldi per finire in viale Mancini, hanno cominciato a contenere a stento le migliaia di spettatori già da prima delle nove di ieri mattina, orario d’inizio del corteo.

Ad aprire la parata sono stati i rappresentanti della polizia locale seguiti dal gremio dei Massai e dalle bande musicali, poi via via hanno sfilato i gruppi divisi per province. Sotto un sole che con il passare delle ore è diventato sempre più caldo, davanti agli occhi esterrefatti dei tanti stranieri, è passato un fiume umano che portava con sè i segni di una cultura nobile e antichissima, ancora viva nelle comunità isolane. Per raccontare la sfilata e tutti gli eventi collaterali che da venerdì hanno trasformato Sassari in una grande vetrina dell’eccellenza sarda, sono arrivati in città diversi giornalisti stranieri. Una troupe di reporter della tv di stato brasiliana è arrivata appositamente in Sardegna per realizzare un documentario sulla Cavalcata e sulle tradizioni della città. La magia di colori che ha attraversato i due chilometri del percorso cittadino non li ha fatti pentire della scelta. Sotto i loro occhi le loro telecamere e le migliaia di telefonini puntati verso la sfilata, sono transitati i corpetti ricamati delle donne di Dorgali, i copricapo gialli delle donne di Orgosolo, i gioielli finissimi di Ittiri, gli scialli viola di Bitti, i grembiuli celesti di Sennori e “sa capitta” delle donne di Osilo. Applauditissimo il gruppo degli scalzi di Cabras e il ballu tundu del gruppo “Figulinas” di Florinas. Ma l’intera sfilata è stato un susseguirsi di emozioni, scandite dagli organetti, dalle chitarre sarde e dalle launeddas. L’ultimo applauso è stato per i 270 cavalli, la più strabiliante delle espressioni di una cultura ancora oggi molto sentita in tanti centri della Sardegna. La festa si è conclusa ieri sera, dopo le magnifiche
pariglie all’ippodromo Pinna, con una serata dedicata alla musica tradizionale. Fino a notte fonda in piazza d’Italia sono andati avanti i canti sardi con un ballo tondo da record che ha coinvolto e emozionato centinaia di persone di tutto il mondo.

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