Antidoping alla Sartiglia c’era una talpa in procura

Un agente di polizia giudiziaria è tra gli indagati: aveva avvisato i cavalieri

ORISTANO. C’è un altro misterioso indagato per l’affare Sartiglia. È un agente di polizia giudiziaria, non in forza alla Polizia di Stato ma a un altro corpo delle forze dell’ordine, in servizio alla procura della Repubblica di Oristano. È sotto inchiesta per rivelazione di segreto istruttorio. Non solo, sarebbe anche già stato allontanato dal posto in cui lavorava e trasferito altrove. Altro che l’arcaico: «Ti sbatto in Sardegna». Perché sarebbe stato costretto a fare i bagagli e soprattutto perché è indagato? Avrebbe avvisato o fatto avvisare i possibili indagati per la questione dello scambio di persona che sarebbe avvenuto durante i contestati test antidoping della scorsa Sartiglia.

L’indentikit. Lo tsunami non travolge quindi solo la macchina organizzativa della giostra di carnevale e i suoi protagonisti coinvolti nella nebulosa vicenda dei controlli disposti dal Questore, Giovanni Aliquò, «per motivi di pubblica sicurezza» durante lo svolgimento della manifestazione. Il misterioso personaggio non è salito a cavallo e non indossava il costume tradizionale sardo o spagnolo nei giorni di carnevale, vestiva invece la divisa di pubblico ufficiale e sarebbe entrato in scena successivamente alla conclusione della grande festa.

«Siete intercettati». Sul teatrino in cui, con ruoli alterni, ballano molti personaggi, quest’ultimo avrebbe fatto la sua fulminea comparsa quando le luci del carnevale si erano già spente e altri riflettori meno piacevoli si apprestavano a illuminare l’atto finale di questa storia surreale. L’indagine della questura coordinata dal procuratore della Repubblica, Ezio Domenico Basso, era nata proprio in seguito ai dubbi suscitati dalle modalità con cui i cavalieri si erano sottoposti al controllo antidoping. Gli inquirenti avevano il forte sospetto che ci fosse stata una sorta di mutuo soccorso tra i cavalieri e alcuni addetti della manifestazione per salvare quei sartiglianti che proprio puliti non dovevano essere. Si sarebbe così creata una rete di solidarietà per cui all’esame si sottoponeva chi nulla aveva da temere in luogo di chi invece poteva avere qualcosa da nascondere. Si sarebbe recato nella postazione non il cavaliere chiamato dai responsabili della Nado, bensì un altro che si spacciava per il prescelto.

Il segreto svelato. Naturalmente l’indagine doveva rimanere segreta, invece quell’uomo in divisa avrebbe avvisato i possibili indagati o persone a loro vicine. Li avrebbe insomma messi in guardia affinché evitassero scomode conversazioni al telefono o in ambienti non sicuri perché controllati grazie alle cimici. Niente a che fare con gli insetti naturalmente, si parla invece di qualcosa di molto più tecnologico e con orecchie molto sviluppate e curiose verso certe chiacchiere umane ovvero microspie in stile inchieste che richiamano reati di ben altro spessore. Del resto non pare davvero questo il caso in cui si abbia a che fare con delinquenti di prim’ordine.

La Sartiglia intercettata. Chi è quell’uomo del mistero? Non si sa, perché gli ambienti vicini a chi svolge le indagini, solerti nel convocare la conferenza stampa per indicare i nomi dei primi cinque cavalieri indagati, stavolta non divulgano informazioni. Di certo si sa che l’agente di polizia giudiziaria ha dovuto fare i bagagli e non è più in servizio nella procura di Oristano. Altra cosa certa a questo punto è che telefoni, chat e persino stanze in cui il mondo della Sartiglia si riuniva allegramente per fare festa, erano controllati. Nel fascicolo d’inchiesta finiranno, quando sarà il momento, anche quelle intercettazioni nelle quali qualcuno dei cavalieri si sarebbe vantato raccontando per filo e per segno di come avrebbe aggirato i controlli antidoping o li avrebbe fatti evitare all’amico in sella.

Mister X e i nove indagati. Tirando le somme di una partita che ancora non è conclusa, sul registro degli indagati ci sono dieci nomi. Uno è quello del Mister X con la divisa, gli altri sono quelli dei cavalieri Marco Pau, Roberto Pau, Daniele Ferrari, Gianluca Russo, Giuseppe Frau, Paolo Rosas e Giuseppe Catapano, del presidente dell’associazione dei cavalieri Roberto Castagna e del componente del consiglio direttivo della Fondazione Sa Sartiglia, Marzio Schintu. Ruoli e tipo di coinvolgimento nell’indagine per ciascuno di loro non sono ancora chiari. Forse lo saranno di più tra qualche giorno quando verrà disposto l’incidente probatorio proprio sulla questione dell’esame antidoping richiesto dagli avvocati Roberto Salaris, Andrea D’Andrea, Carlo Figus, Lorenzo Soro, Carlo Pau e Adriano Sollai.

La seconda inchiesta. Non di solo antidoping sta però vivendo questo interminabile e stancante post Sartiglia. Sul tavolo della procura c’è infatti una seconda inchiesta conclusa da poco con altri indagati. Sono accusati di oltraggio e interruzione di pubblico servizio i cavalieri Andrea Solinas, Andrea Manias, Andrea Piroddi, Gianluca Russo e Alessio Garau. Per la procura sono coinvolti nell’assedio a cavallo nei confronti del questore durante il martedì di carnevale. Le
procedure imposte dalle forze dell’ordine stavano impedendo il regolare svolgimento della manifestazione e ciò avrebbe convinto i cavalieri a fare pressioni verso il questore che era stato costretto a riparare nella postazione dei medici dell’antidoping.

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