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Bimba da vaccinare: il papà vince anche in appello

Confermato a Sassari il verdetto emesso a Nuoro, la madre si era opposta alle somministrazioni

SASSARI. Maria deve essere vaccinata, anche contro la volontà della mamma. La Corte d’appello di Sassari ha respinto il ricorso dalla madre della bambina di 3 anni e mezzo di un centro del Goceano, e ha confermato il provvedimento emesso dal Tribunale di Nuoro il 7 marzo scorso con cui il collegio di giudici, su istanza del papà della piccola, autorizzava il genitore a “far effettuare alla figlia minore le vaccinazioni obbligatorie anti morbillo, anti rosolia e anti parotite, come prescritte dal Decreto Legge 73/2017, e a porre in essere tutti gli adempimenti necessari per consentire alla minore di frequentare la scuola dell’infanzia”. L’ordinanza della Corte d’appello di Sassari, emessa giovedì scorso, demolisce tutte le richieste della madre della bambina, secondo cui la piccola e sua sorellina minore avrebbero manifestato rallentamenti nella crescita e fenomeni allergici a seguito di una prima serie di vaccinazioni. Per la Corte, composta dalla presidente Maria Teresa Spanu, Marcello Giacalone (consigliere) e Cinzia Caleffi (relatore) non ci sono dubbi: “Il reclamo è infondato e, pertanto, deve essere rigettato”. La decisione della Corte d’appello ricalca le motivazioni già espresse due mesi fa dal Tribunale di Nuoro, intervenuto per dirimere la disputa nata l’autunno scorso fra i genitori, separati, delle bambine. Maria, iscritta alla scuola dell’infanzia, non ha potuto frequentare perché non ha fatto tutti i vaccini prescritti dalla legge. La scuola si è attenuta alle disposizioni della legge 119 del 2017: ha rimandare la bambina a casa e segnalato il caso alla Assl. Ogni mediazione della struttura sanitaria è stata inutile per convincere la mamma a far vaccinare la piccola. Così al papà, assistito dall’avvocato Gian Franco Salis, non è restato altro che rivolgersi al giudice. Dopo la prima pronuncia del Tribunale di Nuoro che autorizzava l’uomo a far vaccinare sua figlia, ora arriva la conferma della Corte d’appello di Sassari, che ha respinto il ricorso della mamma non ritenendo valide le conclusioni illustrate dal legale Luciano Sechi. Le vaccinazioni obbligatorie “possono essere omesse o differite solo in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra di libera scelta”. Accertamenti che in questo caso non esistono: nessun certificato o parere medico è stato prodotto per dimostrare che i vaccini metterebbero a rischio la salute della bimba. «Il rallentamento della crescita delle figlie non solo non risulta assolutamente documentato, ma non si comprende per quali ragioni tale asserito deficit dovrebbe porsi in relazione con i vaccini già effettuati dalla minore. Relazione del tutto indimostrata anche per gli asseriti fenomeni di allergia, di cui nulla di preciso è documentato in atti se non mediante il deposito di 8 fotografie della bimba, dalle quali non è possibile trarre alcun elemento di valutazione», è scritto nell'ordinanza della Corte d’appello. Negata anche la richiesta di una consulenza tecnica d’ufficio:
«L’istanza si basa solo ed esclusivamente sui timori e le paure, seppur del tutto legittimi e comprensibili, manifestati dalla reclamante ma non ha alcun minimo, immediato e concreto fondamento su accertamenti medici e/o evidenze cliniche ovvero su pareri sanitari di qualsiasi tipo».

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