Pecorino romano, giacenze ridotte del 50%

Funziona il pegno rotativo introdotto tredici mesi fa: da misura straordinaria diventerà stabile

CAGLIARI. Ha avuto un impatto positivo tale che presto, da strumento straordinario anticrisi, diventerà ordinario e stabile. È il pegno rotativo, la misura promossa dalla Regione a sostegno del comparto caseario e confermata a grande richiesta dei produttori: ha consentito di ridurre le forme di pecorino romano in giacenza del 50 per cento rispetto allo scorso anno. Il pegno rotativo fa sì che il formaggio possa essere destinato a garanzia di linee di credito da concedere per la riqualificazione di finanziamenti in scadenza e/o per la concessione di prestiti di campagna, restando stoccato in azienda. Un accordo frutto del protocollo d’intesa fra Regione, Abi, Consorzio di tutela e organismi di settore sottoscritto 13 mesi fa.

I dati emergono dalla verifica trimestrale del gruppo di monitoraggio, che ha fornito anche un altro elemento importante: la produzione dell’attuale campagna casearia è totalmente in linea con i fattori stagionali fisiologici, a conferma che il nuovo percorso delineato con il pegno rotativo sta funzionando. Ieri la riunione negli uffici dell’assessorato della programmazione guidato da Raffaele Paci cui erano presenti anche il presidente della commissione regionale Abi Giuseppe Cuccurese, il presidente del Consorzio Salvatore Palitta, il direttore del Centro regionale di programmazione Gianluca Cadeddu.

Dati molto positivi, dunque, ma è stata sottolineata la necessità di tenere alta la guardia per mettere in sicurezza il percorso, iniziato ma non concluso, con l’obiettivo comune di valorizzare sempre di più, con interventi strutturali, un settore strategico per la Sardegna come quello del lattiero-caseario. Sono stati perciò messi a punto ulteriori passaggi che consentiranno di trasformare il pegno rotativo in strumento ordinario e stabile.

«In un anno abbiamo raggiunto un ottimo risultato, che ora va consolidato e migliorato – dice Paci – Abbiamo creduto sin dall’inizio nel pegno rotativo, e questi risultati ci danno ragione. Siamo state una delle prime regioni a partire con uno strumento molto utile alla razionalizzazione della filiera di una Dop, come il pecorino romano, perché introduce un sistema di garanzia finora assente, che consente di facilitare i rapporti fra il mondo bancario e i trasformatori del latte ovino. Uno strumento che, affiancando gli altri strumenti finanziari innovativi che abbiamo già messo in campo, coinvolgerà e aiuterà tutti
i componenti del comparto, a partire dai pastori, e avrà inoltre il fondamentale ruolo di calmierare i prezzi sul mercato. Abbiamo lavorato molto in questi mesi per raggiungere questo importante risultato, grazie anche alla costante collaborazione del Consorzio e l’Abi». (a.palm.)

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