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Cattolici e crisi dell’isola i politici: Becciu è una guida

Accolto con favore l’appello a un impegno maggiore verso i più deboli 

SASSARI. Le sue parole non sono destinate a scivolare via leggere come il vento. Al contrario lasciano un segno profondo in chi, quei concetti, aspettava di sentirli pronunciare ad alta voce da una voce alta. Monsignor Angelo Becciu, appena nominato cardinale dal Papa Francesco, nell’intervista rilasciata alla Nuova ha parlato tanto di Sardegna. Dell’isola che si spopola, dove la natalità è ai minimi storici e la nascita di un bimbo, soprattutto nei paesi dell’interno, è vissuta come un piccolo miracolo. Il cardinale Becciu ha parlato di servizi che arretrano, e della Chiesa che invece resiste, ultimo presìdio nelle aree più svantaggiate. Ma non solo: il cardinale di Pattada ha fatto un appello al mondo cattolico, ha chiesto che ci sia un maggiore impegno nella politica, un nuovo impulso ai valori del cattolicesimo che possono dare un contributo prezioso alla crescita e al progresso della società. Le parole del cardinale Becciu raccolgono consensi: via le bandiere politiche, il suo è un appello dal potere fortemente unificante.

Il messaggio di Becciu. Dice Pietro Pittalis, neo deputato di Forza Italia: «L’appello ai cattolici è importante e non può cadere nel vuoto, costituisce uno stimolo per superare le divisioni determinate dalle appartenenze partitiche, per difendere i valori che sono alla base del mondo cattolico. Il richiamo del cardinale Becciu – continua Pittalis – deve svegliare le coscienze di chi è impegnato in politica e spesso si fa trascinare dalle polemiche. In questo modo si dimentica il senso della nostra missione, che è innanzitutto quello di aiutare i più deboli, le famiglie e i giovani». Ed è vero anche quello che dice Becciu a proposito della Chiesa come ultimo presìdio nei territori: «Le parrocchie svolgono spesso una funzione pubblica di tipo sociale – dice Pittalis –. Pensiamo a quello che fanno gli oratori, le associazioni cattoliche, gli instancabili parroci dei paesi organizzatori di tante iniziative. Nei loro confronti siamo tutti debitori».

Crisi di valori. Proprio da qui parte Emiliano Deiana, il presidente regionale dell’Anci. Che definisce «importanti» le parole di monsignor Becciu. « Non so se manchino i cattolici in politica – dice – ma certamente mancano o si sono indeboliti i valori del cattolicesimo sociale che hanno nel magistero di Papa Francesco una guida sicura e innovativa: nella difesa dei deboli, dei poveri, degli esclusi, dei migranti; l'enciclica Laudato si' sull'ambiente, sulla svolta ecologica, sulla difesa della terra, dell'aria, del mare. Questo certamente manca nella politica anche in Sardegna mentre si affermano populismi che mirano a creare un conflitto fra le diverse forme di povertà. Mancano questi valori, un nuovo umanesimo che li incarni in Sardegna e altrove». Applausi a Becciu anche per quanto detto a proposito delle politiche per la famiglia. Il cardinale ha sollecitato azioni forti e coraggiose per evitare la fuga dei giovani che per restare nei piccoli paesi chiedono lavoro. «L’Anci Sardegna ha una convenzione attiva con la Regione Sardegna e l'agenzia per la famiglia della Provincia autonoma di Trento: l'obiettivo è quello di avere una legge organica sulla famiglia: un asilo nido per ogni paese, sostegno alla natalità, valorizzazione e promozione del lavoro femminile, educazione alla genitorialità. I figli e i giovani devono essere visti come investimento per il futuro e come forma di salvezza per tutta la Sardegna, per i paesi. Lo Stato – sottolinea Emiliano Deiana – ha massacrato i comuni e le comunità sarde con tagli ai trasferimenti pari a -74%; con tagli ai servizi di prossimità: in sicurezza, sanità e connettività. L'anoressia demografica non è un fatto ineluttabile, ma il prodotto di precise e livide scelte politiche che devono terminare. Ora la politica sarda deve mettere al primo posto della propria agenda la salvezza della Sardegna che passa dalla salvezza dei paesi: di Nughedu, di Bortigiadas, di Cheremule. Ecco perché – conclude Deiana – le parole di monsignor Becciu sono uno stimolo nuovo per tutti noi, per la politica, per i partiti che devono tornare nei luoghi, nelle periferie, nei margini, per combattere le disuguaglianze vecchie e nuove».

Appello alla Chiesa. Cattolico praticante, l’adolescenza nell’azione cattolica, il sindaco di Bitti Giuseppe Ciccolini, esponente del Pd, si specchia nelle parole del cardinale Becciu. Sul ruolo della Chiesa nei territori, innanzitutto: «Noi siamo il presidio statale, la parrocchia quello sociale. Abbiamo bisogno di una Chiesa forte, per questo dispiace il calo della vocazioni». Ciccolini fa l’esempio del suo paese: abbiamo due parrocchie e un santuario, sino a poco tempo fa c’erano due parroci e altrettanti viceparroci. Ora c’è un unico parroco che si occupa di tutto». Poi il tema dei temi: la fuga dei cattolici dalla politica. «È verissimo, si sente l’assenza del mondo cattolico. Negli ultimi decenni si è creato un divario, una distanza netta. È necessario chiedersi perché partendo dalla Chiesa. Pensiamo – dice Ciccolini – al contributo che ha dato nel formare la classe dirigente. Forse questo ruolo si è un po’ esaurito: io credo che la Chiesa debba recuperarlo, ricominciando a formare uomini e donne che possano dare un contributo importante alla politica. Ma è fondamentale – sottolinea il sindaco – che anche nel riconoscere i propri rappresentanti in politica la chiesa si ispiri a valori alti, perché non sempre abbiano avuto buoni esempi. Se la situazione muterà, anche i cattolici si riavvicineranno perché si riconosceranno in quei valori, li sentiranno come propri e vorranno dare il loro contributo».

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