Nuova nomina per Becciu prefetto alle cause dei santi

Il neo cardinale guiderà la Congregazione che si occupa di beatificazioni 

SASSARI. Monsignor Angelo Becciu è il nuovo Prefetto della congregazione delle cause dei santi, l’importante dicastero vaticano che “fabbrica” beati e li eleva all’onore degli altari. Succede al cardinale Angelo Amato che ha ricoperto l’incarico negli ultimi dieci anni. Sarà, dunque, tutta sarda la beatificazione di Edvige Carboni, la mistica proclamata venerabile un anno fa da Papa Francesco. Luogo della cerimonia: Pozzomaggiore, dove la donna è nata nel 1880; celebrante: l’arcivescovo Angelo Becciu di Pattada; diocesi: Alghero-Bosa. A una settimana dall’annuncio della nomina a cardinale nel concistoro del 29 giugno, il Papa ha reso nota ieri la destinazione futura del nuovo porporato sardo, che tra un mese lascerà l’ufficio di Sostituto della Segreteria di Stato per guidare fra tre mesi, dal Palazzo delle Congregazioni in Piazza Pio XII, il dicastero delle Cause dei santi. Papa Francesco procede con ritmo diesel ma costante a rinnovare, con qualche colpo a sorpresa - la mancata conferma, lo scorso luglio, del cardinale Gerhard L. Muller nel delicato incarico di Prefetto della congregazione per la dottrina della fede – i più importanti uffici di Curia, organismo che deve assecondare e supportare il ministero papale. Un lavoro che monsignor Becciu assicura totalmente e fedelmente, come Bergoglio ha potuto verificare in questi cinque anni di pontificato in cui l’alto prelato di Pattada è stato il braccio destro papale.

La congregazione per le Cause dei Santi ha registrato il primo rinnovamento alcuni mesi fa con l’ingresso di tre nuovi componenti, che faranno parte della commissione di arcivescovi e vescovi che costituisce il terzo livello della Congregazione, quello che giudica in via definitiva l’esistenza di tutti i requisiti richiesti per la beatificazione e la canonizzazione. Il primo livello è formato da una consulta medica internazionale, che esamina i documenti sanitari per decidere sulla reale consistenza di un presunto miracolo; il secondo da una commissione di teologi che passa al vaglio molto severo la vita del candidato alla santità. Papa Francesco ai requisiti del martirio e delle virtù straordinarie – condizione necessaria e sufficiente per essere elevati alla gloria degli altari – ha recentemente aggiunto l’eroica offerta della vita, suggerita e sostenuta dalla carità.

Becciu manterrà l’incarico per almeno 5 anni con possibilità di proroga a discrezione del Papa. Non è improbabile che alcuni candidati sardi alla santità finiscano sotto i suoi riflettori. La causa di Edvige Carboni, il cui miracolo è stato riconosciuto dalla commissione medica, è quasi alla fine di un processo iniziato nel 1968, ora al vaglio dei teologi e successivamente dei cardinali e dei vescovi. Pronte per finire sul tavolo di Becciu sono le cause di canonizzazione del beato fra Nicola da Gesturi, e, se verrà dimostrato un nuovo miracolo, dei beati Antonia Mesina (Orgosolo), Giuseppina Nicoli (Cagliari), Maria Gabriella Sagheddu (Dorgali), Francesco Zirano (Sassari) ed Elisabetta Sanna (Codrongianos). I venerabili sardi in attesa di beatificazione sono 3: Virgilio Angioni, Edvige Carboni, Giuseppe Monserrato. Più numerosi, una ventina, i Servi di Dio, cioè uomini e donne – laici, sacerdoti e religiosi - per cui è stata ufficialmente avviata dalle diocesi sarde la causa di beatificazione. Qualche anno fa l’arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna, ha individuato 9 sacerdoti isolani, chiamandoli “santi senza altare”, per indicare che non sono proclamati santi dalla Chiesa ufficiale ma considerati tali dalla devozione
popolare. «Come ha spiegato il Concilio – dice monsignor Sanna – questo ideale di perfezione non va equivocato come se implicasse una sorta di vita straordinaria, praticabile solo da alcuni geni della santità. Le vie della santità sono molteplici e adatte alla vocazione di ciascuno».

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