L’accusa: interessi da usura Abete (Bnl) domani dal gup

Il presidente dell’istituto di credito denunciato dall’ex assessora Depau

CAGLIARI. Un tasso d’interesse fuori dalla soglia di legge applicato su un mutuo potrebbe costare il rinvio a giudizio con l’accusa di usura al presidente della Bnl Luigi Abete. Il potente ex leader di Confindustria dovrà presentarsi domani mattina davanti al gup Giampaolo Casula dopo che il gip Lucia Perra ha respinto la richiesta di archiviazione presentata dalla Procura e ha ordinato al pm Diana Lecca di chiudere l’inchiesta e formulare il capo d’imputazione. Il passo successivo è stato la fissazione dell’udienza preliminare in cui la posizione giudiziaria di Abete verrà vagliata dal giudice.

Interessi fuorilegge. La vicenda, nelle sue articolazioni tecniche, è semplice: al culmine di una controversia legata alle condizioni imposte dalla Bnl all’azienda proprietaria dell’hotel Setar, a Quartu Sant’Elena, l’ex assessora regionale al turismo Luisa Anna Depau aveva deciso di tagliar corto e di rivolgersi all’avvocato Marcello Colamatteo perché presentasse alla Procura un esposto-denuncia. Al centro dell’iniziativa il presunto significativo sforamento degli interessi imposti dalla Bnl sui limiti stabiliti dalla legge. Da quell’esposto è nata un’inchiesta giudiziaria che ha coinvolto il presidente di Bnl Abete, chiamato a rispondere di usura per non aver vigilato sulla correttezza e sulla legittimità dei rapporti finanziari tra la banca e i clienti. In questo caso le decisioni della Bnl avrebbero messo a rischio la salute economica di un’azienda e dei suoi dipendenti.

L’udienza. Domani il giudice Casula sentirà le posizioni delle parti e potrebbe decidere già nel corso della mattinata se mandare Abete al giudizio del tribunale o se proscioglierlo.

C’è un precedente che riguarda l’ex presidente di Confindustria, a capo di Bnl dal 7 agosto del 1998: fu la Procura di Palmi a mandarlo a giudizio con l’accusa di usura dopo la denuncia di un gruppo di imprenditori locali, vessati da interessi fuorilegge. Il 27 novembre 2007 però il tribunale del centro calabrese lo assolse per non aver commesso il fatto. Abete, esaminato dai giudici, chiarì di non aver mai avuto alcuna competenza sui tassi e sulle condizioni da applicare alla clientela, la responsabilità - così spiegò al tribunale - era tutta della direzione commerciale. Quella tesi venne pienamente accolta dai giudici ed è molto probabile che la linea difensiva di Abete nella vicenda cagliaritana possa essere la stessa.

Il caso Savona. Nei prossimi giorni intanto è attesa la decisione del gip Ermengarda Ferrarese sulla richiesta di archiviazione avanzata dal pm Emanuele Secci del procedimento in cui l’economista Paolo Savona, al centro della scena politica per la sua candidatura a ministro, è indagato per usura come presidente di Unicredit. La sentenza del giudice civile Andrea Bernardino ha stabilito che alla società Edil T.L di Arriu e Piras erano stati applicati interessi usurari su conti correnti e relativi affidamenti aziendali. Interessi che - secondo i calcoli del consulente del tribunale, Viviana Ferri - avrebbero raggiunto livelli elevatissimi. «In particolare - è scritto nell’atto di querela elaborato dall’avvocato Pierandrea Setzu e in un allegato al testo della perizia - la consulenza rilevava che talvolta gli interessi applicati giungevano ad un tasso del 238,04%» e «la banca mascherava gli interessi denominandoli costi relativi alle spese di erogazione del credito, commissioni, commissione di massimo scoperto. In realtà - è scritto ancora - , ai sensi dell'art. 644
comma 4 del codice penale, nel calcolare il tasso di interesse devono includersi tutti gli oneri richiesti dall'istituto di credito, escludendo solo quelli dovuti per le imposte e le tasse».

Su questi aspetti dovrà esprimersi nei prossimi giorni il giudice Ferrarese.



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