le motivazioni 

Alluvione di Capoterra: tutti assolti perché fu evento eccezionale

CAGLIARI. L’alluvione che il 22 ottobre del 2008 sconvolse Capoterra e Poggio dei Pini, provocando la morte di quattro persone, è stato un evento eccezionale, senza precedenti nell’arco di 700 anni....

CAGLIARI. L’alluvione che il 22 ottobre del 2008 sconvolse Capoterra e Poggio dei Pini, provocando la morte di quattro persone, è stato un evento eccezionale, senza precedenti nell’arco di 700 anni. Per questo non è possibile mettere in relazione le condotte degli imputati con quanto è avvenuto, in altre parole manca il nesso di causalità. A sostenerlo sono i giudici della prima sezione del tribunale, nelle motivazioni della sentenza con la quale il 21 luglio dell’anno scorso hanno chiuso il lunghissimo dibattimento originato dal disastro del 2008 con un’ assoluzione generale «perché il fatto non sussiste» malgrado i pm Daniele Caria e Guido Pani avessero chiesto tre condanne.

Ripercorsa la tragica e controversa vicenda in 354 pagine riferite in gran parte al lavoro di ricostruzione compiuto dai legali di parte civile Mario Maffei e Carlo Monaldi, i giudici Claudio Gatti, Ermengarda Ferrarese e Giampiero Sanna arrivano al punto focale del processo quando riportano i dati sulle dimensioni del diluvio e le valutazioni degli esperti sentiti in aula, tutti d’accordo su un aspetto centrale: «Il disastro - scrivono i giudici - fu causato da un evento atmosferico assolutamente eccezionale e straordinario, mai accaduto in precedenza». A dimostrarlo il fatto che la chiesetta di Santa Barbara, un piccolo edificio del 1350, è stata danneggiata per la prima volta dall’alluvione del 2008 e mai nei secoli passati.

Ma sono i dati pluviometrici, ricordati nella sentenza, a dare un’idea di quanto è accaduto quella mattina di dieci anni fa: in un quarto d’ora sono caduti sulla zona del lago grande di Poggio dei Pini cinque milioni di metri cubi d’acqua, tra le sette e le otto nella zona si sono registrati 148 millimetri di pioggia, in quattro ore 367 millimetri. Scrive il tribunale: «Il dato ufficiale registrato dalla stazione di Capoterra paese è di 441,2 millimetri di pioggia in meno di quattro ore nella giornata dell’alluvione, a fronte di una piovosità nell’area di 544 millimetri l’anno». Fra l’altro, sottolineano i giudici, il cielo scaricò quella spaventosa valanga d’acqua su Capoterra d’improvviso, senza che alcuno potesse prevedere un’inondazione. Ecco perché, per i giudici, non ci sono agli atti del procedimento elementi sufficienti
per attribuire una qualche responsabilità agli imputati, così come manca la prova che a provocare la morte di due delle vittime sia stata la scelta di costruire il ponte di Pauli Ara dove si trovava prima dell’alluvione. Ora il processo potrebbe avere un seguito in appello. (m.l)

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