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Sardegna, ecco il Reddito di inclusione contro povertà ed emarginazione

Gli assessori regionali Virginia Mura e Luigi Arru
Gli assessori regionali Virginia Mura e Luigi Arru

Il Reis è finanziato con 61,5 milioni di euro. In estate i sussidi per 42mila famiglie Saranno pagati dai Comuni dopo la firma di un patto sociale per l’integrazione

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CAGLIARI. C’è chi annuncia futuri redditi di cittadinanza e chissà mai se arriveranno. Poi c’è chi, come la Regione, va avanti per la strada tracciata un anno fa e giura: «A fine estate, 42mila famiglie potranno incassare il nostro reddito d’inclusione sociale». È cominciata così, con questa stoccata politica, la presentazione del Reis. È il bonus «voluto con caparbietà dal centrosinistra – ha sottolineato l’assessore alla sanità Luigi Arru – perché noi da sempre sosteniamo che nessuno può essere lasciato indietro, e s’è emarginato, va sostenuto con progetti destinati a fargli riacquistare il diritto alla dignità».

Entro la fine del mese Il finanziamento di 45 milioni sarà trasferito ai Comuni e subito dopo comincerà l’istruttoria: «Abbiamo scelto una procedura molto veloce, per assegnare il sussidio». Che non sarà fine a se stesso: «Chiunque riceverà il Reis, firmerà un patto con cui s’impegna a reintegrarsi nella società, o permettere alla famiglia, soprattutto ai figli , di superare i problemi in cui è finita e da cui finora è stata stritolata». Non è finita: la Regione ha messo a disposizione altri 16 milioni e mezzo per finanziare il progetto «Carpediem». Spiegato così dall’assessora al lavoro Virginia Mura: «Sperimenteremo – ha detto – un percorso di welfare destinato a far trovare un lavoro a chi oggi non ce l’ha».

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