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Attaccato dal cinghiale, l'operaio di Forestas è morto dissanguato

L'uomo aveva 65 anni, è stato trovato privo di vita nelle campagne di Villaputzu

VILLAPUTZU. Potrebbe essere morto dissanguato Giuseppe Luigi Secci, l’operaio di Forestas, 65 anni, trovato privo di vita nella tarda mattinata di giovedì nelle campagne di Villaputzu, a poche centinaia di metri dalla sua casa. È probabile che l’uomo sia stato caricato da un cinghiale riuscito a liberarsi da un cavetto d’acciaio dove era rimasto intrappolato. L’animale, con le zanne, gli ha procurato una profonda ferita alla gamba destra. Ora sarà la perizia necroscopica a stabilire l’esatta causa del decesso anche se quasi certamente il 65enne è morto dissanguato in seguito all’attacco del cinghiale. L’autopsia disposta dal magistrato di turno, Rossana Allieri, sarà effettuata lunedì mattina nell’istituto di medicina legale del policlinico di Monserrato dall’anatomopatologo Roberto Demontis.

Giuseppe Luigi Secci era scomparso da mercoledì notte. Le ricerche dei carabinieri della compagnia di San Vito e degli agenti del corpo forestale di Muravera sono partite subite. A dare l’allarme un suo collega di lavoro al quale avrebbe dovuto dare il cambio nel cantiere forestale di Turri Motta. Il corpo è stato ritrovato giovedì pomeriggio. Ieri i militari hanno effettuato un ulteriore sopralluogo alla ricerca di nuovi indizi.

Giuseppe Luigi Secci era una persona introversa e conduceva una vita riservata. Nonostante in paese possedesse alcune abitazioni aveva deciso di vivere in campagna. Aveva pochissimi amici e in paese si vedeva solo raramente.

Era molto conosciuto a Villaputzu perché per molti anni aveva gestito, nella via principale del paese, un bar. (g.c.b.)