Riforma rete ospedaliera i dubbi del Ministero

Riserve sull’accesso ai pronto soccorso e alle chirurgie nelle piccole strutture Sotto la lente dei tecnici il numero dei posti letto e la distribuzione territoriale

CAGLIARI. Il parere del ministro della salute sulla riorganizzazione della rete ospedaliera è in arrivo. A sostenerlo è la Regione: «Siamo alle ultime battute. Ormai è questione di giorni». Venerdì, a Roma, c’è stata l’ultima riunione tecnica e all’inizio della prossima settimana dovrebbe arrivare il quasi via libera. Quasi perché, secondo alcune indiscrezioni, i tecnici del ministero avrebbe sollevato alcuni dubbi sulla Rete approvata sette mesi fa dal Consiglio regionale. Dall’assessorato alla sanità non arrivano conferme sulle possibili correzioni sollecitate dal ministero della salute, ma anche da quello dell’economia sull’ammontare dei costi. Però pare che i dubbi romani siano soprattutto su due punti: l’accesso ai pronto soccorso e i reparti di medicina generale e chirurgia nei piccoli ospedali. Nel primo caso, sarebbe stato sollecitato un chiarimento sul perché, in alcuni territori, «il pronto soccorso non sarebbe unico, come prevede lo schema ministeriale, ma suddiviso fra più ospedali». Si sa che, a suo tempo, il Consiglio regionale aveva deciso di andare oltre le regole nazionali, per evitare che «alcune zone, dopo i vari accorpamenti, rimanessero senza un presidio per le urgenze». Ma i due ministeri avrebbero chiesto un nuovo monitoraggio, per capire meglio il perché di quella scelta politica. Anche sui reparti di medicina e chirurgia nei piccoli ospedali, tutti salvati nella riorganizzazione votata dal Consiglio regionale, Roma avrebbe intenzione di sollecitare alcune verifiche soprattutto sui tempi di apertura, il numero dei posti letto e il tipo di interventi previsti. Comunque solo la prossima settimana si conosceranno nel dettaglio le eventuali prescrizioni sollecitate dal ministero della salute. Proprio pochi giorni fa a chiedersi, con una mozione, che fine avesse fatto la Rete ospedaliera era stato il consigliere regionale del Partito dei sardi Augusto Cherchi. Il mistero potrebbe essere risolto da lunedì in poi e bisognerà soprattutto capire se, dopo l’arrivo del dossier, la Rete dovrà ritornare o meno in aula. Intanto sempre sul fronte sanità e affini è anche il centrodestra a non mollare la presa. Le ultime due interrogazioni-denunce presentate da Forza Italia riguardano i tester per monitorare i valori della glicemia nei diabetici e la possibile chiusura del reparto di oncologia dell’hospice privato di Decimomannu. La prima è firmata da Antonello Peru: «Nonostante siano passati alcuni mesi, è ancora in alto mare – scrive – l’efficacia della mozione del Consiglio che prevede la fornitura gratuita ai diabetici dei “flash free style”, alternativi alle obsolete strisce per controlli. Assessorato e Ats non vogliono dare la possibilità a questi pazienti di vivere meglio. Se ci sono ancora degli ostacoli burocratici, la Regione deve rimuoverli in fretta». La seconda interrogazione è firmata da Edoardo Tocco. «A causa del drastico taglio della convenzione fra l’Ats e la sanità privata
– scrive – è alto il rischio che chiuda l’oncologia della Nuova Casa di cura, a Decimomannu, considerata un’eccellenza. Il blocco provocherebbe enormi disagi visto che la clinica è all’avanguardia nella diagnosi e nelle terapie per i malati affetti da patologie tumorali». (ua)

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