Peste suina, risarcimenti alle aziende virtuose

De Martini: «Un segnale di attenzione per chi è ostaggio dei pochi allevatori irresponsabili»

CAGLIARI. Arrivano i fondi regionali per risarcire le aziende di allevamento di maiali regolari e certificate che possono incorrere nel blocco alla movimentazione in seguito a segnalazione di un focolaio di Peste suina africana. Il responsabile dell’Unità di progetto per l’eradicazione del morbo in Sardegna, Alessandro De Martini – la definisce «un segnale di attenzione verso gli allevatori virtuosi e rispettosi delle norme, ostaggio di chi invece irresponsabilmente continua ad alimentare la malattia provocando danni economici ai propri vicini d’azienda e alla Sardegna intera».

La stessa Udp fa sapere che sono state recuperate risorse che, a partire dal 1° gennaio 2018, «possono integrare il mancato reddito per le aziende suinicole, certificate e conformi alla normativa vigente in materia di biosicurezza, registrazioni e benessere degli animali, colpite dalle restrizioni sanitarie dovute all’insorgere di focolai». Ovvero quegli allevamenti operanti all’interno delle zone di protezione (entro 3 km, blocco di 40 giorni) e di sorveglianza (entro 10 km, blocco di 30 giorni) istituite a perimetro dei focolai.

Accade infatti che mentre nelle aziende in cui è stata confermata la presenza della malattia, gli animali vengono abbattuti, in quelle ricadenti all’interno delle zone di protezione e di sorveglianza, gli animali restano in vita, ma è fatto espresso divieto di movimentarli all’esterno dell’azienda per un certo periodo così da permettere ai servizi veterinari di completare i controlli e la messa in sicurezza di quei territori. In tale periodo si assiste quindi a un considerevole incremento dei costi di gestione dell’allevamento: ai danni per la mancata vendita si aggiunge la spesa per alimentare i suini. Si genera poi un deprezzamento dei capi al momento della vendita, poiché durante il blocco sono aumentati di peso e, in alcuni casi (suinetto da latte) sono andati fuori mercato. L’aiuto non soggetto a notifica verso l’Ue sarà attuato da Argea.

E, a proposito di Psa, oggi a Lanusei si riunirà l’Unità di crisi che dovrà valutare il caso dell’abbattimento precauzionale di 26 suini avvenuto in un allevamento di Villagrande Strisaili, qualche giorno dopo lo scoppio di un focolaio nella stessa zona, e che a un primo riscontro di laboratorio dell’Istituto zooprofilattico sperimentale sono risultati non infetti.

Respingendo le accuse di abusi, la Regione risponde che
a parere degli esperti «c’erano tutte le condizioni per una valutazione del rischio assai elevata, tale da rendere necessaria un’azione immediata dell’estinzione del pericolo di diffusione del focolaio». E non esclude che la malattia fosse appena entrata nell’allevamento. (a.palm.)

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