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Sindacopoli, il processo si divide

Appalti pilotati, decideranno i giudici di sei diversi tribunali. Una tranche a Roma

ORISTANO. Saranno i giudici di sei tribunali diversi a decidere se Sindacopoli, la clamorosa inchiesta su presunti appalti truccati, con 51 imputati, si trasformerà in altrettanti rinvii a giudizio. Ieri il giudice delle udienze preliminari, Elisa Marras, accogliendo le eccezioni sollevate dalla difesa, ha riconosciuto l’incompetenza del Tribunale di Oristano per la gran parte dei filoni dell’inchiesta che, iniziata nel 2014, per 16 fra politici, amministratori locali e professionisti significò anche il carcere o gli arresti domiciliari. L’inchiesta della Procura oristanese si dividerà tra i tribunali di Cagliari, Lanusei, Nuoro, Sassari e Roma. Il Tribunale di Oristano si occuperà solamente di una parte dell’inchiesta, quella relativa alle presunte turbative d’asta su appalti per opere pubbliche realizzate in alcuni comuni.

L’indagine avrebbe svelato l’esistenza di una “squadra” che avrebbe individuato dei sistemi per convogliare un fiume di denaro pubblico sempre nelle solite tasche, con la spartizione degli appalti assegnati a professionisti fidati che sfruttavano, a loro volta, il doppio ruolo di professionisti e di amministratori pubblici in comuni differenti, a parti invertite, e chiamavano a gestire i lavori proprio quegli amministratori e quei funzionari che li avevano appena nominati altrove. Tutto con la regia dell’ingegnere di Desulo Salvatore Pinna (che non sarà più difeso dall'avvocato Giulia Bongiorno, diventata ministro, ma dall'avvocato Daniela Russo), unico dei 51 imputati che dovrà presentarsi nei sei tribunali competenti. Al Tribunale di Sassari si deciderà sull’inchiesta per la costruzione della Sassari-Olbia, con ipotesi di reato che per tredici degli indagati riguardano l'associazione a delinquere. Il Tribunale di Cagliari dovrà invece occuparsi delle presunte turbative d'asta su opere pubbliche a Villasalto, San Giovanni Suergiu, Calasetta e Iglesias. I giudici di Lanusei si occuperanno del filone dell'inchiesta che portò ad ipotizzare corruzione e turbativa d’asta per la realizzazione del porto turistico di Tertenia e l’infrastrutturazione del porto di Tortolì. Il Tribunale di Roma esaminerà infine la richiesta di rinvio a giudizio per il funzionario dell’Anas, Nicola Dinnella.