Emergenza randagismo in Sardegna, la sfida è la prevenzione

L’assessore alla Sanità Arru al seminario organizzato a Cagliari da Legacoop e dall’associazione Bau Club

CAGLIARI. L’emergenza randagismo era il tema di un seminario organizzato nella sede della Fondazione di Sardegna dall’associazione di Settimo San Pietro Bau club, grazie alla collaborazione di Legacoop. «Una questione annosa per l’isola – dice Daniela Schirru, presidente di Legacoop Cagliari –, occorre risolverla con azioni mirate alle fonti che lo generano piuttosto che pensare ai canili. La gestione degli stessi, importante per la gestione del problema, deve essere affidata agli enti del terzo settore anziché ad imprese che hanno come obiettivo il business ottenuto dalle tariffe giornaliere che i comuni erogano. E i bandi comunali affidati al massimo ribasso impediscono di salvaguardare il benessere degli animali, esseri senzienti, indifesi e sensibili». Inoltre, afferma Schirru «occorre puntare sulle campagne di microchip e educazione al possesso responsabile, lotta all’abbandono e sterilizzazioni».

Purtroppo il fenomeno negli ultimi anni è dato in aumento del 30-40 per cento. L’assessore alla sanità Luigi Arru ha ammesso che si potrebbe fare di più ma con la riduzione dei trasferimenti diventa fondamentale dare continuità a interventi e bandi (come i due per le sterilizzazioni diretti a associazioni e ai Comuni) e lavorare in sinergia con le associazioni e con tutti coloro che hanno un ruolo. Ha quindi illustrato la nuova anagrafe canina che dovrebbe incentivare all’iscrizione di tutti i cani padronali.

Secondo Elisa Pisu, responsabile di Bau Club, la Regione non è mai stata così presente e lo confermano i due bandi e la richiesta di Arru di incontrare i volontari: «La riforma del terzo settore ha dato forza alle associazioni che si occupano di randagismo senza scopo di lucro – dice Pisu – ormai non più considerate composte da fanatici ma partner affidabili nella lotta comune. La spesa diretta delle pubbliche amministrazioni per i canili è di 8 milioni, il doppio con i costi indiretti. L’obiettivo deve essere la prevenzione: educazione, microchip, sterilizzazioni».

Bau Club, grazie a un progetto di Fondazione Sardegna,
va negli ovili a microchippare e sterilizzare i cani rurali. Perché la vera sfida è incidere sul mondo dei pastori, ma anche dei cacciatori: è dalla gestione dei loro cani che nasce la fetta più grossa di un fenomeno che costringe le amministrazioni a spese enormi. (a.palm.)

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