Lotta ai pirati della rete patto Saras-Polizia postale

Siglato un protocollo per proteggere l’azienda petrolifera di Sarroch Monitoraggio 24 ore su 24 per rilevare e bloccare tentativi di “intrusione” 

CAGLIARI. Gli hacker o i cyber terroristi attaccano la Saras per rubarne i dati sensibili e farne poi usi illegittimi? No, non sarà più possibile perché adesso quella che è una delle maggiori raffinerie di petrolio del Mediterraneo è super protetta da un sistema di cyber security che nasce dall’interconnessione fra i sistemi informatici aziendali e il Cnaipc, che altro non è che il "Centro nazionale anticrimine informatico della Polizia Postale per la protezione delle infrastrutture critiche nazionali". Saras e Polpost hanno siglato il protocollo che mette l’azienda petrolifera di Sarroch della famiglia Moratti al riparo dagli eventuali attacchi da parte di pirati informatici. Costantemente, 24 ore su 24, la polizia postale monitorerà con i suoi apparati i dati sensibili aziendali e rileverà e bloccherà all’istante ogni minimo accenno di intrusione, hackeraggio e sabotaggio da parte di terzi. E se questo non avvenisse? «Nessun dramma – hanno spiegato i responsabili informatici della Saras – la nostra azienda si muove strutturalmente su principi meccanici e non digitali, per cui non avremmo alcuna ripercussione di rilievo sul ciclo produttivo e sulla sicurezza ambientale nel nostro sito e nel territorio. Potrebbero intromettersi solo, ed eventualmente rubarli, sulla banca dati commerciale e progettuale. Che sarebbe comunque un grossissimo danno per il nostro complesso aziendale». La interconnessione informatica con la polizia postale servirebbe pertanto a limitare i rischi, con la Saras che dice di avere già un collaudato apparato privato di cyber security. Mai, finora, si sono avuti, e non sono stati neppure rilevati, attacchi ai sistemi informatici aziendali. Questo è il primo protocollo di collaborazione a livello regionale fra polizia postale e infrastrutture critiche, presto ce ne saranno altre due, da quel che è stato accennato appartenenti a settori sensibili come la sanità e l’energia elettrica. «L’accordo – ha detto il questore di Cagliari, Pierluigi D’Angelo al momento della firma del protocollo – prende le mosse dalla necessità di garantire un’elevata sicurezza al territorio e al suo sistema economico e sociale, ormai fortemente dipendente da sistemi informatizzati, mediante la cooperazione mirata tra enti pubblici e privati, così come previsto dal quadro strategico nazionale e da piano nazionale per la protezione cibernetica e la sicurezza informatica. La Saras ha accolto il nostro invito e si è offerta a fare da apripista in Sardegna”. Dal canto suo, l’azienda è ben felice di questo connubio informatico con la Polpost. «Grazie allo scambio di informazioni – ha commentato l’ingegner Vincenzo Greco, responsabile Industrial Operation di Saras spa – possiamo parlare di un valore aggiunto per la nostra azienda. Siamo parte integrante del tessuto economico e sociale della Sardegna, per questo dobbiamo proteggere questa nostra posizione anche per rispetto delle comunità in cui ci troviamo a operare. Bisogna ridurre al minimo ogni rischio di attacco cybernetico». A coordinare la interconnessione con la Saras, sarà il Compartimento polizia
postale e delle comunicazioni per la Sardegna, diretto dal vice questore Anna Maria Mazziotto: «Abbiamo creato un centro specifico per le collaborazioni fra Polpost e aziende pubbliche e private. Si inizia con la Saras ma presto ce ne saranno altre, tutte grandi infrastrutture isolane».

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