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Ex Alcoa, la Corte dei conti dà l’ok

Via libera a Invitalia e ai lavoratori. Calenda: era l’ultimo passaggio

CAGLIARI. La Corte dei conti ha registrato il decreto per consentire a Invitalia e ai lavoratori la sottoscrizione dell’aumento di capitale di Sider Alloys. «Ultimo passaggio concluso», twitta soddisfatto l’ormai ex ministro Carlo Calenda, che, alla guida del Mise, si è battuto per chiudere positivamente la vertenza Alcoa. Ora dunque non resta che rendere concreto l’ingresso di Invitalia nella società insieme a quello della associazione dei lavoratori che deterrà il 5 per cento delle quote. Tutte questioni di cui si dovrà occupare il nuovo titolare dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, leader del M5s. Una forza che, però, anche durante la campagna elettorale si è detta contraria a una prosecuzione dell’industria pesante nel Sulcis.

Per la prima volta nell'industria italiana i dipendenti parteciperanno al capitale e alla governance della società per cui lavorano. L'azienda adotterà infatti un sistema di amministrazione di tipo duale che - diversamente da quello più diffuso nel resto delle aziende italiane - non prevede l'esistenza di un solo organo collegiale (il consiglio di amministrazione eletto dall'assemblea) ma affianca al board di gestione un consiglio di sorveglianza in cui saranno rappresentati anche i lavoratori. L’obiettivo della svizzera Sider Alloys, che ha rilevato lo stabilimento di Portovesme dagli americani di Alcoa, è di ripartire con l’attività il prima possibile. Secondo il cronoprogramma a settembre saranno assunti i primi lavoratori ed entro maggio 2019 riprenderà la produzione di alluminio, quando al lavoro in fabbrica ci saranno circa 260 operai. Entro la primavera del 2020 la produzione di alluminio sarà a regime con un totale di 376 operai più una cinquantina di contrattisti fissi: a completare
la squadra ci sarà anche un gruppo di lavoratori dell’indotto. La produzione. È stata stimata una produzione di circa 147mila tonnellate all’anno di alluminio primario, l’80 per cento destinato al mercato italiano. Confermato anche l’investimento complessivo pari a 135 milioni di euro.

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