I Giganti di Mont'e Prama diventano Eroi: la promozione è da rifare

Il nome delle statue del Sinis era un marchio riconoscibile per gli appassionati. Dalla Dinamo basket alla Sogeaal, le aziende che hanno investito sul brand

SASSARI. Sono due piani separati. Scienza e marketing seguono regole differenti e si rivolgono a platee che spesso non hanno nulla da spartire tra loro. Quando però una scoperta scientifica deve essere divulgata al di fuori delle pubblicazioni, scienza e marketing devono entrare in contatto per forza di cose. Solo così un importante ritrovamento archeologico può diventare un affare commerciale in grado di garantire anche qualche entrata alternativa. E, se è vero che il nome scientifico delle stature rinvenute a Mont’e Prama nel 1974 è sicuramente “eroi”, è altrettanto vero che ormai quegli eroi hanno fatto breccia nel cuore dei consumatori con il nome di “giganti”.

Le esperienze. Per tutti sono i giganti, c’è poco da fare. E ci sono voluti anni di duro lavoro per portare il nome della complesso scultoreo del Sinis anche fuori dall’isola. Un compito svolto nonostante l’intenzione di creare un “brand” annunciata tempo fa dalla Regione e dal Mibact sia rimasta praticamente ai nastri di partenza, il marchio di Mont’e Prama aveva iniziato a circolare sfruttando il mezzo di diffusione più diretto: lo sport. E associare i giganti del Sinis a quelli del parquet del PalaSerradimigni era stato fin troppo facile: «Attenzione però, non si è mai trattato di una sponsorizzazione. Noi abbiamo ceduto uno spazio sulla nostra maglia alla Regione che lo ha impiegato utilizzando l’immagine dei giganti di Mont’e Prama – spiega il presidente della Dinamo Banco di Sardegna, Stefano Sardara». Se in futuro dovessero diventare eroi, insomma, non ci saranno problemi di alcun tipo per quanto riguarda la squadra di basket. Anche se, proprio i sassaresi ormai sono diventati “giganti” nei palazzetti di tutta Italia e sono stati protagonisti di diverse iniziative promozionali, legate anche all’archeologia, quando hanno ospitato avversari stranieri che sono stati invitati a vistare siti e musei.

Gli aeroporti. Un’altra fetta della promozione turistica è andata in scena negli aeroporti sardi, le porte d’ingresso all’isola per milioni di passeggeri ogni anno. Olbia, Cagliari e Alghero hanno dato ampio spazio ai giganti di Mont’e Prama ospitando le riproduzioni e solleticando la curiosità e la fantasia dei visitatori. Una di queste esposizioni è ancora ospitata nell’aeroporto di Alghero, e tutte le riproduzioni sono accompagnate da un piccolo pannello in cui è riportato il termine “giganti”. Mario Peralda è il direttore della società di gestione dello scalo “Riviera del Corallo”, la Sogeaal: «Noi siamo pronti ad adeguarci senza alcun problema. Chiaramente i turisti che arrivano in aeroporto conoscono le statue dei giganti perché questo è stato il nome utilizzato per gli scopi promozionali, e anche quello che trovano al fianco delle riproduzioni che ancora ospitiamo in aeroporto». Diverso il discorso che invece potrebbe fare chi ha deciso investito in attività ricettive che utilizzano il nome di quello che sarebbe dovuto diventare

un brand internazionale. In questo caso è difficile pensare che si possa cambiare qualcosa per seguire il nome ufficiale. I giganti resteranno giganti perlomeno nelle insegne mentre gli eroi saranno relegati al ruolo di comparse. (c.z.)

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