Per il sindaco Zedda pioggia di insulti sui social

Il primo cittadino di Cagliari aveva invitato il Governo a fare marcia indietro. Boeddu (Cgil): attacco vile

CAGLIARI. È finito nel tritacarne spietato dei social subito dopo la pubblicazione di un post su Facebook nel quale invitava a rimettere in ordine le cose: «C'è un senso, un principio, un sentimento che le politiche hanno il dovere di anteporre: l’umanità». Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha denunciato il rischio che «esseri umani e bambini paghino le conseguenze più pesanti di scelte irrazionali, scellerate e demagogiche». Ecco allora l’invito: «Il governo autorizzi l’ingresso della nave in acque italiane e discuta, nelle sedi opportune, con l’Europa, le politiche dell’accoglienza». Apriti cielo. Gli hanno scritto di tutto. Centinaia e centinaia di commenti, in larga parte insulti, del tipo “vergognati”, “fai schifo”, “portali a casa tua”, “pensa ai cagliaritani”, “tu e i tuoi amici siete complici dei trafficanti di esseri umani”, “ci hai riempito di clandestini e delinquenti”, per tralasciare le parolacce, gli attacchi personali pesantissimi. Il post è rimasto lì, le offese mitigate anche da una buona dose di “bravo sindaco”, “siamo con te”, “la Sardegna apra le porte”. Con il sindaco di Cagliari si è schierata la Cgil che ha espresso «piena solidarietà rispetto agli indecenti attacchi che ha subito sui social per il suo doveroso richiamo al governo al senso del dovere». Il sindacato ha condannato «con forza l'atteggiamento disumano di un Governo che non esita a strumentalizzare il bisogno di soccorso di persone disperate, bambini, donne incinte, giovani che hanno già patito sofferenze indicibili, e utilizzandolo come mezzo di pressione verso gli altri Paesi d'Europa, in violazione dei trattati internazionali e degli obblighi di una sana morale ed etica civile». Durissimo il commento di Arnaldo Boeddu, segretario generale regionale della Filt Cgil. Nel manifestare solidarietà «personale e dell’intero gruppo dirigente» al sindaco Zedda per il vile attacco sul web, Boeddu annuncia l’invio di una lettera ai sindaci delle città in cui si trova un porto «chiedendo che non li chiudano né pregiudichino un eventuale attracco di imbarcazioni con i migranti a bordo. Senza si e senza ma, le persone, di qualsiasi nazionalità o colore – dice Boeddu – debbono essere salvate.
A loro va data la possibilità di attraccare in un porto sicuro con strutture a terra di prima accoglienza. Questo lo prevede la nostra Costituzione. Questo lo prevedono i trattati internazionali ma, soprattutto, lo deve prevedere il nostro modo di stare al mondo». (si. sa.)

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