Il mais ammuffito e le patate italianizzate

Di una frode di grosse proporzioni, quella del mais ammuffito, sono rimasti vittime 180 allevatori sardi che qualche anno fa, visto che i prezzi delle materie prime aumentavano, pensarono di saltare...

Di una frode di grosse proporzioni, quella del mais ammuffito, sono rimasti vittime 180 allevatori sardi che qualche anno fa, visto che i prezzi delle materie prime aumentavano, pensarono di saltare alcuni passaggi della catena di distribuzione facendo arrivare nel porto di Oristano una nave con 2000 tonnellate di mais, per un valore di quasi 1 milione. «Constatammo che il prodotto era ammuffito (nella foto) e lo sequestrammo – racconta Moro – non poteva essere usato per mangime ma al massimo per la produzione di biogas. Il fatto è che era già stato pagato in anticipo dagli allevatori sardi, i quali ci rimisero di tasca». E poi il caso delle patate magrebine: «Nel 2014-15 il polo cagliaritano del settore si trovò di colpo a dover fare i conti con un drammatico dimezzamento dei prezzi senza una apparente spiegazione logica,
avvenuto nel giro di poche ore. Si chiese il nostro intervento e scoprimmo che tutto dipendeva dall’immissione massiccia sul mercato di patate tunisine, “nazionalizzate” con un passaggio in Sicilia e fatte passare come italiane ma con prezzi molto più bassi: da qui la frode». (a.palm.)

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